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L’Homo naledi: una specie a metà tra la scimmia antropomorfa e l’umano

In una grotta in Sudafrica è stata recentemente scoperta una nuova specie umana, vissuta forse fino a 2 milioni di anni fa. Ora, un mese dopo, due studi su mani e piedi hanno stabilito che l’Homo naledi era straordinariamente adatto sia a camminare in posizione eretta, sia a salire sugli alberi.


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Le caratteristiche dell’Homo naledi provano che la specie fosse capace di manipolare oggetti quali utensili di pietra tra dita e pollici, sebbene le sue dita, lunghe e curve mostrino che fosse anche adatto ad arrampicarsi sui rami.
Mani e piedi
Le dettagliate descrizioni anatomiche di mani e piedi dell’Homo naledi, pubblicate su Nature, mostrano che condivideva molte caratteristiche in comune con gli uomini moderni, e tuttavia possedeva ancora dei tratti chiaramente “primitivi”, correlati a un’esistenza arboricola.
Gli scienziati hanno infatti scoperto che i piedi dell’Homo naledi erano simili a quelli degli uomini moderni, ovvero erano adatti a camminare sui piedi. Le dita dei piedi però, relativamente lunghe e curve, suggeriscono anche che la specie fosse un buon arrampicatore se necessario.
Le mani sembrano confermare questa teoria: «Queste dita notevolmente curve, in combinazione con un polso e un palmo invece simil-umani, indicano una significativa capacità di arrampicata», dice uno degli studi, condotto da Tracy Kivell dell’Università del Kent, al lavoro col paleontologo Lee Berger e Steven Churchill dell’Università di Witwatersrand.
«Il piede dell’Homo naledi è molto più avanzato di altre parti del suo corpo, per esempio di spalle, cranio o bacino», dice uno degli autori degli studi William Harcourt-Smith, della Central University of New York. «È abbastanza ovvio: avere un piede molto simile a quello umano era vantaggioso per questa creatura, perché furono i piedi a perdere per primi le caratteristiche primitive delle scimmie antropomorfe. Questo può dirci molto sulle pressioni selettive che la specie stava affrontando».
Il ritrovamento
La scoperta di oltre 1.550 ossa fossili appartenenti ad almeno 15 membri di Homo naledi è stata descritta come una delle scoperte più significative mai fatte. Si trovavano in una grotta in Sudafrica chiamata Rising Star.
Gli scienziati non si erano mai trovati di fronte cosi tanti resti fossili di una specie in un singolo sito. Il luogo sembra essere stato una camera funeraria, ed era situato in fondo a una profonda grotta, accessibile solo tramite un lungo, stretto condotto largo meno di 10 cm in alcuni punti.
Gli scavi del sito hanno finora recuperato quasi 150 ossa di mano, tra cui una mano destra quasi completa, e circa 107 ossa di piede, tra cui un piede destro quasi intero.

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