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Le truppe dell’impero

Quanti sono, e dove sono, i soldati americani all’estero nel terzo anno della presidenza Obama
Quella che segue è una statistica da tenersi aggiornata. Sul piano militare, due sono infatti le caratteristiche fondamentali dell’imperialismo americano: le frequenti guerre d’aggressione e la rete delle basi militari presente in ogni angolo del pianeta. Spesso le guerre creano le condizioni per installare le basi, spesso queste basi sono indispensabili per le nuove guerre.
Sia per fare le guerre, che per far funzionare le basi, servono soldati da dislocare in ogni dove. La mappa dei militari impegnati all’estero ci parla dunque delle priorità dell’imperialismo americano, mentre le variazioni rispetto al recente passato sono assai illuminanti sui cambiamenti della dottrina strategica che presiede a tali scelte.
Ma prima di passare ai numeri sulle truppe, vediamo qualche dato sulle basi. Secondo il Pentagono le basi americane all’estero sono 865, ma questa cifra esclude quelle presenti in Iraq ed in Afghanistan, aggiungendo le quali si arriva a superare il migliaio. Per mantenerle operative gli Stati Uniti spendono – sempre escludendo il costo, presumibilmente assai alto, di quelle in Iraq ed Afghanistan – la bella cifra di 102 miliardi di dollari all’anno. Secondo un recente articolo di Hugh Gusterson, quelle a stelle e strisce sono il 95% del totale mondiale di tutte le basi militari presenti in paesi esteri.
Vediamo ora quanti sono attualmente i militari americani. Quelli che pubblichiamo di seguito sono i dati più recenti, tratti da Limes. I militari presenti sul territorio nazionale sono 1.081.575, quelli impegnati all’estero 319.403, per un totale di 1.400.978. Da questo conteggio sono però esclusi i soldati impegnati in mare, fuori dalle acque americane. In base a precedenti statistiche (sempre parziali) possiamo valutare che il loro numero oscilli tra le 60 e le 80mila unità. Questa spaventosa macchina da guerra assorbirà nel 2011 ben 708 miliardi di dollari.
Rispetto all’inizio della presidenza Obama, c’è stata come noto una notevole riduzione delle truppe in Iraq (- 94mila), con un corrispondente aumento (+78mila) in Afghanistan. Prosegue, ma molto lentamente, una diminuzione della presenza in Europa, così come in Estremo Oriente (principalmente in Giappone, mentre è significativo che rimanga quasi stabile quella nella Corea del Sud). In Medio Oriente, la riduzione in Kuwait viene parzialmente compensata dall’incremento delle truppe nel Qatar, mentre è da rilevare il raddoppio dei militari presenti a Gibuti, a dimostrazione dell’importanza sempre maggiore che viene attribuita al continente africano.
Le forze dell’imperoSoldati americani nel mondo (giugno 2011)
1. Europa – Groenlandia 126
– Polonia 100
– Norvegia 81
– Gran Bretagna 9.825
– Germania 53.950
– Olanda 579
– Belgio 1.328
– Spagna 1.286
– Portogallo 826
– Svezia 12
– Francia 55
– Italia 9.855
– Kosovo 830
– Grecia 363
– Turchia 1.594
Totale 80.810
2. Asia orientale e Pacifico– Giappone 32.803
– Corea del Sud 28.500
– Isole Marshall 17
– Thailandia 96
– Filippine 95
– Guam 2.836
– Singapore 125
– Australia 140
– Malesia 15
– Indonesia 27
– Nuova Zelanda 5
Totale 64.659
3. Medio Oriente e Oceano Indiano– Iraq 50.000
– Afghanistan 98.000
– Kuwait 10.548
– Bahrein 1.495
– Qatar 8.029
– Oman 36
– Emirati Arabi Uniti 96
– Gibuti 3.500
– Egitto 550
– Kenia 42
– Israele 120
– Diego Garcia 311
Totale 172.727
4. America Latina– Cuba (Guantanamo) 932
– Portorico 137
– Colombia 123
– Antigua 2
– Antille olandesi 10
Totale 1.204
Totale generale 319.403

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