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Le gaffe di Romney in politica estera

Fonte:L’Indro.it
Mitt Romney non sembra avere avuto molto successo durante il suo viaggio fuori dagli Stati Uniti, nonostante il suo scopo fosse quello di dimostrare le sue capacità in politica estera. Le osservazioni espresse nei riguardi dei palestinesi durante la sua visita in Israele proprio lunedì scorso, hanno provocato critiche da parte dei leader del Paese. <

br />Romney ha offeso i palestinesi affermando che le cause del successo economico di Israele sarebbero dovute alle differenze culturali rispetto alla Palestina. La rabbiosa risposta dei leader palestinesi ha ricordato a Romneygli anni di restrizioni commerciali imposti da Israele“, come riferisce il ’New York Times’ oltre ad accusarlo, come riporta ’Haaretz’, di ignorare il Presidente Abbas accantonando le rivendicazioni della Palestina su Gerusalemme e addirittura insinuando che la cultura palestinese sia inferiore a quella israeliana. Durante il suo discorso, colui che aspira ad essere il successore di Barack Obama, ha affermato infatti che “la cultura fa tutta la differenza” citando David S. Landes come l’autore che, tra gli altri, avrebbe contribuito a formare il suo pensiero circa “la ricchezza e la povertà delle nazioni“. Il discorso del leader americano si è snocciolato con osservazioni sui “risultati ottenuti dal popolo di questa nazione (Israele n.d.r.)” enfatizzando il “potere della cultura“.
La gaffe di Romney non si è limitata a quanto riferito. Ha continuato portando l’attenzione sul PIL pro capite israeliano comparandolo a quello palestinese: 21.000 a 10.000 (dollari) il gap tra i due Paesi che ha definito essere una “differenza spettacolarmente forte nella vitalità economica“. Se ciò non bastasse ad attirarsi critiche e reazioni almeno irritate, Romney ha rincarato dicendo che tale differenza, dovuta a caratteristiche culturali, esiste allo stesso modo tra altri Paesi prossimi fra loro come Cile ed Ecuador e, naturalmente, Stati Uniti e Messico. Una replica è arrivata da Saeb Erekat, da anni collaboratore del Presidente Mahmoud Abbas, che ha definito la dichiarazione del leader americano come “un’affermazione razzista che non comprende che l’economia palestinese non può raggiungere il suo potenziale perché è in corso un’occupazione israeliana“. Erekat ha continuato dicendo che Romney sembra non avere né informazioni né conoscenza né tantomeno un’idea della Palestina e del suo popolo. Romney non ha neanche accennato al pesante impatto causato dalle forti restrizioni imposte da Israele sull’economia palestinese nonostante le abbondanti descrizioni fornite dalle organizzazioni internazionali, non ultima la World Bank che riferisce come le restrizioni israeliane continuino a “boicottare gli investimenti” in terra palestinese.
Anche il presidente iraniano Ahmadinejad ha commentato, pur non riferendosi direttamente alle esternazioni di Romney. Come riportato da ’Haaretz’ ciò che Ahmadinejad ha chiamatobaciare i piedi” a Israele è un riferimento preciso al candidato presidenziale americano e alla sua intenzione di vincere le elezioni statunitensi dando una spinta decisiva alla sua scalata alla Casa Bianca. Critiche sono arrivate anche da parte cinese quando Romney ha affermato che Gerusalemme è la capitale israeliana dichiarando, inoltre, di essere favorevole allo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv. Un commento da parte di ’Xinhua News Agency’ ha definito le dichiarazioni di Romney osservazioni da falco che non tengono conto della particolare “sensibilità” della città di Gerusalemme né dei fatti storici che la riguardano, visto che Gerusalemme fu annessa da Israele nel 1967 e che tale annessione non è internazionalmente riconosciuta. Anche ’Xinhua’ afferma che le esternazioni di Romney hanno come obiettivo i voti ebraici nelle presidenziali del prossimo autunno, pur tuttavia “lo status di Gerusalemme non sarà risolto senza che si sia trovata una soluzione all’intero conflitto israelo-palestinese“.
Pare quindi che il viaggio che ha portato Romney in Israele, Polonia e Gran Bretagna non abbia raggiunto lo scopo prefissato. E non solo a causa dell’ ’incidente palestinese’. Anche la visita in terra britannica non è stata scevra da dichiarazioni azzardate e da gaffe che hanno ulteriormente dimostrato lo scarso talento in politica estera di colui che aspira a diventare il futuro presidente di un Paese come gli Stati Uniti. A Londra, infatti, Romney si era lasciato andare a commenti non proprio positivi sulla preparazione delle Olimpiadi attirandosi le critiche degli inglesi e del loro Primo Ministro. Le rettifiche alle sue imprudenti esternazioni erano state prontamente rilasciate in quell’occasione. Ma stavolta no. Anche se la sua condotta non avesse ripercussioni importanti negli Stati Uniti, in ogni caso Romney avrebbe dimostrato la propria inadeguatezza a giocare il tradizionale ruolo di mediazione del suo Paese nel conflitto israelo-palestinese. Non solo. Avrebbe dimostrato di non poter avere un ruolo credibile nel processo di pace del Medio Oriente, dove ogni minima sfumatura del linguaggio viene esaminata e può acquisire ’pericolosi’ significati.

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