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Le dieci regole per fregare Equitalia

Di Daniele Zaccaria
Ecco qui pronto (per gioco, ma manco tanto) il decalogo del tartassato. Un modo per sfuggire ai vampiri del fisco, cercando di mantenere, ove possibile, la coscienza pulita:

Non farsi trovare mai in casa. L’arte di coltivare la propria assenza non si apprende in un giorno, ci vogliono convinzione e tenacia, bisogna saper camminare tra le gocce di pioggia, scivolare nelle pieghe della vita. Ma con qualche accorgimento come non rispondere mai al citofono, non rispondere mai al telefono fisso e neanche al proprio cellulare, anche i più presenzialisti riusciranno a trascorre una vita semi-invisibile, almeno per i minacciosi esattori dell’Agenzia delle entrate.<

br /> Allearsi con il postino. Improvvisi smarrimenti della corrispondenza, lettere mai arrivate a destinazione, piccoli errori nella trascrizione dell’indirizzo, giacenze infinite all’ufficio postale, una distrazione devota nei vostri confronti. Il postino di quartiere si può rivelare un alleato prezioso nella battaglia contro Equitalia. Entrateci in confidenza, scambiate qualche battuta con lui, di tanto in tanto offritegli il caffè, sondate la sua disponibilità. Il vostro sodalizio vi riserverà enormi vantaggi.
Assoldare un Hacker. Fino ad oggi non si ha notizia di tentativi di pirateria informatica allo scopo di azzerare una o più cartelle esattoriali. Ma se ci pensate è un metodo comodo e anche molto divertente. Si opera alla radice del problema e, con qualche click, da debitori cronici vi trasformerete in cittadini esemplari.
Darsi alla macchia. Un po’ come facevano i giovani che negli anni 70 aderivano ai movimenti armati e rivoluzionari, una bella mattina, dopo aver preso il caffè, prendete in mano carta d’identità, patente, passaporto e fate un bel falò. Affittate un piccolo covo in un quartiere dormitorio sotto falso nome (per falsificare i documenti basta chiedere alla malavita locale) e godetevi la vostra nuova vita da clandestini.
Cambiare sesso. Una soluzione estrema ma anche la migliore se si vuole optare per una nuova identità senza inutili rischi. Con il cambio di sesso vi sentirete inizialmente disorientati, ma in compenso avrete una copertura davvero credibile; neanche vostra madre sarà più in grado di riconoscervi, figuriamoci la pachidermica macchina fiscale italiana.
Inscenare la propria morte. La versione più sicura consiste in un spettacolare incidente stradale: la vostra automobile deve cadere in mare e il vostro corpo deve essere dato per disperso. Intascata l’assicurazione che avrete intestato a qualcuno di fiducia, ci si ricostruisce una vita dove meglio si crede. E ci si può anche togliere l’impareggiabile sfizio di assistere, camuffati a dovere, al proprio funerale.
Simulare un’infermità mentale. Accanirsi contro un demente non è bello. Anche se ti chiami Agenzia delle entrate e sei nota per avere il cuore di pietra. Per questa soluzione basta uno psichiatra compiacente e pronto a testimoniare che voi non siete capaci di intendere e di volere. E che di conseguenza non siete responsabili dei vostri atti. Se sarete fortunati riceverete anche un sussidio di invalidità a spese del contribuente.
Minacciare pubblicamente il suicidio. Questo consiglio necessita della cooperazione attiva dei media, ma lo schema è molto semplice. Raggiungete il monumento più famoso delle vostra città, arrampicatevi in cima e iniziate a gridare che siete dei perseguitati, che non avete più nulla da perdere e che siete pronti al gesto estremo. A quel punto accorreranno le tv e il vostro diventerà un caso nazionale. Equitalia derubricherà a titolo simbolico la vostra cartella.
Licenziarsi. Sembra un paradosso ma è proprio così. Le procedure di riscossione più rapide colpiscono chi ha un lavoro e uno stipendio fisso. I disoccupati sono ossi duri, muri di gomma, esseri sfuggenti: non avendo entrate mensili è molto difficile costringerli a pagare il dovuto, così finiscono in fondo alla lista delle odiose ingiunzioni esecutive, godendo di una relativa tranquillità.
Diventare molto ricchi. Obiettivo complicato, ma i pochi che riusciranno a diventare scalare la piramide sociale potranno utilizzare i loro milioni per eludere, corrompere, sviare gli esattori di Equitalia delegando la fatica a segretari e persone di fiducia. E se proprio non avranno voglia giocare per sempre  a nascondino con il fisco, possono sempre utilizzare la propria ricchezza per pagare una volta per tutte le loro cartelle.

Fonte: http://www.glialtrionline.it/2012/08/14/le-dieci-regole-per-fregare-equitalia/

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