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Le banlieues, il radicalismo islamista e i finanziamenti del Qatar




Di Salvatore Santoru

Com’era accaduto per la strage di Charlie Hebdo, anche per quella recente di Parigi si ha notizia di un miliziano coinvolto proveniente dalle banlieues della città(1).<

br />Com’è noto, le banlieues(2) sono quartieri periferici caratterizzati da un’ampia povertà e degrado e sono visti come veri e propri “ghetti” o “città nelle città”.
Le banlieues sono considerate un forte luogo di alienazione sociale a causa della povertà, del degrado e dell’emarginazione sociale, prodotto delle contraddizioni del sistema sociopolitico e economico francese, anche se c’è anche da aggiungere che probabilmente sempre più spesso nel proprio “forzato isolamento” contribuisce oltre alla ghetizzazione sociale anche una certa “autoghetizzazione”, basata sul rifiuto della società francese e europea in sé, contro cui viene contrapposta non raramente una chiusura “tribale”.

Comunque sia, tutti questi fattori di povertà,degrado,alienazione e miseria rendono ovviamente fertili le stesse banlieues e una discreta parte dei suoi abitanti alla logica dell’odio e dell’estremismo, molto diffuso negli ultimi anni e che da diverso tempo è diventato molto più estremo con la proliferazione dell’islamismo radicale tra le nuove generazioni, che in qualche modo vedono in esso una sorta di ideale totalizzante e fortemente autoritario con cui identificarsi nella loro sete di rabbia,odio e vendetta, e che fa da collante unitario per certe idee estremistiche che recentemente spesso vengono veicolate nelle stesse banlieues, dal sessismo passando verso il risentimento e l’odio razziale generalizzato verso bianchi e ebrei ( o religiosamente spesso anche cristiani) così come il disprezzo per i gruppi minoritari o maggioritari che hanno una concezione diversa di vita e società.

Proprio sul punto dell’islamismo radicale, è interessante tenere presente del progetto di finanziamento delle stesse banlieues che fece il Qatar nel 2012, con una partecipazione dello stato francese(3).

Come si può facilmente intuire il Qatar, che è un regime monarchico assolutistico fondato sull’integralismo religioso, ovviamente oltre agli affari punta anche a diffondere e a far “sbocciare” l’islamismo radicale e non è un mistero che sia accusato di sostegno e finanziamenti a formazioni jiadhiste, tra cui la stessa Isis(4).

Intanto, la stessa Francia di Hollande con l’Emiro quatriota e con il regime saudita (altro regime sponsor dello jihadhismo internazionale) ha fatto affari d’oro e ha svenduto una buona parte del suo patrimonio pubblico (così come l’Italia e altri paesi europei) e in Siria sino a poco tempo fa si era schierata senza riserve solamente a favore della caduta del regime laico degli Assad, senza preoccuparsi troppo della presenza tra le forze di opposizione, oltre che dei ribelli moderati e democratici (purtroppo sempre più una minoranza), dei gruppi islamisti (alcuni foraggiati dai regimi del Golfo), tra cui vi erano e vi sono anche Al Qaeda e l’Isis.

Insomma, sarebbe ora che la Francia e altri paesi occidentali prima di far diventare il proprio paese una “colonia” economica di regimi fondati su ideologie neocolonialiste e estremiste come lo sono quelli del Golfo e sostenere i loro piani in Medio Oriente, stessero più attenti e siano più interessati realmente alla promozione della libertà e dei diritti umani, piuttosto che farsi “incantare” dalla promessa di soldi facili e dal petrolio.

NOTE:
(1)http://www.intelligonews.it/articoli/15-novembre-2015/33104/attentati-parigi-uno-degli-stragisti-era-uno-sbandato-della-banlieue
(2)https://it.wikipedia.org/wiki/Banlieue
(3)http://www.voxeurop.eu/it/content/news-brief/2749221-il-qatar-compra-anche-le-banlieue
(4)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/06/il-qatar-bancomat-dellisis.html

FOTO:http://www.huffingtonpost.fr

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