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Le 4 fasi della Grande Opera alchemica

http://www.bethelux.it/alchimia1.htm

Le 4 fasi dell’alchimia presero il nome dai 4 colori fondamentali della pittura greca : nero, bianco, giallo e rosso. Esse furono inoltre poste in parallelo ai 4 elementi, alle 4 stagioni, e alle 4 fasi del giorno.
Le 4 fasi dell’alchimia sono:

Opera al nero<

br />Melanosi  o Nigredo o Putrefactio

Terra Inverno Notte
Opera al bianco Leucosi  o Albedo Acqua Primavera Aurora
Opera al giallo – Xantosi  o Citrinitas Aria Estate Giorno pieno
Opera al Rosso – Iosi  o Rubedo Fuoco Autunno Tramonto

Essenziale al conseguimento dell’obbiettivo, lo “opus”, è la morte iniziale e la successiva “putrefactio” espressa simbolicamente dalla semina e dal seme che nella terra marcisce. Questa fase corrispondente alla “nigredo” e all’inverno. Perché il seme fruttifichi deve essere infatti sepolto nella terra. Questo è il “regime di Saturno”, la fase “al nero” che copre da sola la metà del ciclo, così come la notte copre la metà del ciclo solare giornaliero. Dopo la “nigredo” alcuni inseriscono la fase detta “cauda pavonis” caratterizzata dai 7 colori dell’Iride. Altri autori fanno invece precedere la “rubedo” dalla “viriditas” (opera al verde). Il “lavaggio” o “baptisma” conduce dalla “nigredo”, l’ “albedo” corrisponde all’elemento acqua, alla “luna” e “rubedo” è l’unione degli opposti o le cosiddette “nozze chimiche”. L’opera al bianco è la fase che non può essere posta al termine dell’opera essendo la fase fondamentale della resurrezione accomunata alla primavera. Il verde e il rosso sono i due colori del “leone”, dello “zolfo”, del “mercurio” che è duplice e androgino, dunque equivalente all’unione di “Rex” e “Regina”, rosso e bianco). Il verde è il colore della vegetazione risorta, della Resurrezione e dello Spirito Santo. “Horus è bianco, Osiride è nero” dice Plutarco; ma Horus è appunto Osiride rinato mentre il “nero” si riferisce ad Osiride smembrato. I colori simbolici, all’infuori dei tre fondamentali (nero, bianco, rosso) sono usati con grande libertà dagli alchimisti. L’unione alchemica di bianco e rosso trova equivalenza nel pane e vino della Messa, intesi come “femmina” e “maschio”, anima e spirito. Il pane, del resto, si fa col grano, la pianta protagonista del ciclo agrario che verdeggia a primavera e simboleggia lo “opus”, il cui scopo primo è la rinascita.
Il pensiero alchemico non consisteva comunque solo in una serie di speculazioni più o meno cifrate. Accanto alla “filosofia naturale” erano accostate delle concrete operazioni sulla materia senza le quali l’alchimia stessa non sarebbe stata ipotizzabile.

FOTO:http://www.hawksmoorsbazaar.net

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