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L’ATTUALE ‘ZONA DI COMFORT’ POLITICA E LA POSSIBILITÀ DI CAMBIAMENTO



Di Salvatore Santoru

Sia in Europa che negli USA si sta assistendo a una decisa crisi dell’attuale sistema politico e partitico dominante.
Per via della crisi e delle fallimentari politiche portate avanti dai diversi governi in determinati paesi europei, la gente non si sta fidando più delle retoriche e delle promesse non mantenute dei politici di sinistra come di destra così come dell’attuale sistema che non vede alternative alla dicotomia tra la destra neoliberista cosiddetta “neo-conservatrice” e la sinistra socialdemocratica cosiddetta “progressista”.
In Italia questo fenomeno di crisi della “zona di comfort” e/o “status quo” politico e/o ideologico si vede bene nella crisi dei partiti tradizionali e nell’affermarsi di una forza politica di cambiamento qual’è il Movimento 5 Stelle, formazione politica non esente da una marea di contraddizioni ma che comunque “dà fastidio” in quanto rompe la solita dicotomia destra/sinistra e partitocratica cui l’Italia è stata abituata.<

br />A tal riguardo, c’è anche da dire che altre formazioni politiche (a partire dal PD) non si sono comunque sapute rinnovare e adattare ai tempi come hanno saputo fare i 5 Stelle.

Passando al livello europeo, c’è da dire che momentaneamente l’uscita dalla “zona di comfort” è assai intrisa di rischi, tenendo conto che chi la propone è solitamente l’estrema destra(Front National,Alba Dorata ecc) mentre purtroppo  non si vedono all’orizzonte ancora formazioni politiche autenticamente di cambiamento e rottura dell’insostenibile “status quo” politico europeo, che mirino non a “distruggere l’UE” ma a migliorarla e renderla decisamente più sostenibile e adatta alle esigenze degli individui e dei popoli.

Passando agli USA, c’è da sostenere che sia Sanders che il controverso Trump si stanno adoperando per l’uscita dalla “zona di comfort” dominante nei propri partiti, cosa che invece non sembra stia facendo troppo Hillary Clinton(nonostante i molti consensi) e cosa che non hanno fatto assolutamente Jeb Bush e la maggior parte dei candidati repubblicani anti-Trump.

Al di là della condivisibilità o meno d tutte queste “vie d’uscite”, c’è da sostenere che è innegabile che il sistema politico e ideologico stia cambiando e che bisogna scegliere tra la “zona di comfort” politica e/o partitica e la possibilità di un’autentico Cambiamento, Cambiamento che possibilmente vada a limitare e/o eliminare gli aspetti più “marci” dell’attuale sistema e si proponga di creare una società migliore e più libera.

FOTO:http://www.idiomasblendex.com

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