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L’arte secondo Freud

Freud ha una sua interpretazione dell’arte.Egli paragona, non peregrinamente, l’arte al gioco; ma il gioco è per lui espressione di desideri inconsci.”Anche il poeta fa quello che fa il bambino giocando;egli crea un mondo di fantasia, che prende molto sul serio e in cui investe cioè forti cariche emotive, pur distinguendole nettamente dalla realtà.


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Dalla irrealtà del mondo poeti derivano conseguenze assai notevoli per la tecnica artistica; giacchè molte cose, che in quanto reali non potrebbero produrre godimento, possono invece farlo nel gioco della fantasia, e spesso una commozione per se stessa propriamente penosa può diventare, per l’uditore o lo spettatore del poeta, fonte di piacere”(Freud,Antalogia di scritti minori, raccolta e presentata da C. Musatti, Einaudi, 1959).
La fantasia è per Freud soltanto dell’uomo insoddisfatto,infelice e nevrotico, e costui ha una forte propensione a esteriorizzare ciò che lo fa soffrire o lo fa lieto, anche se per altri rispetti vorrebbe celarlo.Nascono di qui non soltanto le confessioni del malato al medico, ma anche le fantasie poetiche e artistiche, in cui l’eroe dominante è sempre l’io,”sua maestà l’io”, come dice Freud.

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A ben analizzare la genesi immediata dell’opera d’arte (poetica o figurativa), si vede che essa nasce da una forte impressione attuale che risveglia il ricordo di un avvenimento anteriore per lo più risalente all’infanzia, promuovendo il bisogno di esprimersi e appagarsi nella produzione dell’opera poetica o artistica.Ma questo ricordo infantile a sua volta è connesso con esperienze istintive, di natura sessuale, e Freud mantiene anche nel caso dell’arte la sua tesi dominante della fondamentalità per l’uomo della vita istintiva.Tuttavia egli aggiunge:
” Il poeta addolcisce il carattere della fantasticheria egoistica con modificazioni e velami, e ci seduce mediante un godimento puramente formale, e cioè estetico, che egli ci offre nella presentazione delle sue fantasie.Un tale godimento, che ci viene offerto per rendere con esso possibile la liberazione, da fonti psichiche più profonde, di un piacere maggiore, può essere detto premio di seduzione o piacere preliminare.Io sono convinto che ogni piacere estetico procuratoci dal poeta ha il carattere di un tale piacere preliminare, e che il vero godimento dell’opera poetica provenga dalla liberazione di tensioni nella nostra psiche”.

Fonte:Angiola,Massucco,Costa-Psicologia volume II(Paravia),-“Dinamismi estetici e psicologia del profondo”, pg 39-40.

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