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L’arte di Jacopo Scassellati, da Sassari agli Stati Uniti

Jacopo Scassellati
Di Federico Spano
Forse ciascun essere umano ha un talento nascosto, la predisposizione per essere bravissimo in qualcosa. Non sempre, però, si ha la fortuna di nascere nell’ambiente giusto. Così, non tutti possono esprimere il loro potenziale in quello che è il loro talento naturale. La fortuna, la giusta disposizione degli astri o, forse, una felice combinazione di Dna e ambiente, hanno fatto sì che in una casa sulla Buddi Buddi, a pochi passi da Sassari, tra forni per la ceramica, sculture e colori, nascesse e crescesse quello che in molti, compreso il critico Vittorio Sgarbi, definiscono come uno dei più grandi giovani talenti italiani nella pittura e nella ceramica degli ultimi anni: Jacopo Scassellati.
Le sue opere oggi sono esposte in una prestigiosa galleria d’arte di Barbizon, a pochi chilometri da Parigi e al museo Sanna di Sassari, nella mostra “Nel segno di Ares – Armi di guerra, frammenti di pace”. A partire da settembre, per un anno intero, una ricca selezione delle sue tele e delle sue ceramiche sarà in mostra in una delle più importanti gallerie d’arte di Atlanta, negli Stati Uniti.
Jacopo Scassellati, che oggi ha 25 anni, è cresciuto nel laboratorio di ceramica di famiglia (del nonno Franco e della mamma Monica), maneggiando argilla e pigmenti sin da piccolo. Il suo talento per il disegno è emerso subito e lui ha passato l’infanzia disegnando su qualsiasi pezzo di carta avesse a disposizione. Mentre i coetanei giocavano a pallone, lui passava le ore con matite, chine e colori in mano. Un esercizio continuo che si è tradotto in una capacità straordinaria.
La carriera artistica di Jacopo, infatti, è iniziata quando lui aveva appena 15 anni, con la partecipazione a un concorso di pittura a Gualdo Tadino (Perugia) per la quale ha ricevuto una menzione speciale. Quattro anni dopo, nel 2008, è arrivata la sua prima mostra personale di pittura e scultura a Spello (Perugia), “Jacopo giovin pittore”, curata da Paolo Nardon e presentata daVittorio Sgarbi. Insomma, una partenza col “botto”, quella di Jacopo, così rapida che avrebbe probabilmente destabilizzato la maggior parte degli aspiranti artisti. Lui, però, tutto ha fatto tranne che montarsi la testa.
Dopo la maturità classica e tre anni all’accademia di Belle arti di Sassari, Jacopo ha continuato per altri due anni gli studi a Perugia, dove ha conosciuto la sua compagna, la pittrice belga Anaïs Rausin, ritratta in tante delle sue opere. Il pittore sassarese ha poi concluso gli studi a Liegi, in Belgio. Lo stile delle opere di Jacopo in questi anni è cambiato, si è evoluto, è maturato. Ma come lui stesso dice, la sua ricerca non si esaurirà mai. Nella pittura, nell’arte, si muore e si rinasce in continuazione. Si va sempre avanti.
«Se no si diventerebbe semplicemente la copia di se stessi – dice Jacopo -. Ogni quadro è un tentativo e serve per cercare di proseguire sulla propria strada. Bisogna cercare di sperimentare, spostando avanti i propri limiti. Io non mi sento mai appagato. Non mi rende felice ciò che faccio e mi sento sempre insoddisfatto. Ogni lavoro, in realtà, è un tentativo».

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