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L’aeroporto di Hitler diventa un campo profughi

aeroporto hitler

Di Manuel Fondato
Tempelhof, se fosse un essere vivente, ne avrebbe di cose da raccontare,dopo averle osservate durante le sue molteplici vite, tutte da romanzo. Nel 1926, con 10 voli al giorno, era il più grande aeroporto europeo. Sette anni dopo, con l’avvento al potere di Hitler, fu trasformato in un «Weltflughafen» (aeroporto internazionale) grazie al lavoro dell’architetto Ernst Sagebiel.


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 Alla sua apertura nel 1939, l’enorme terminal semicircolare era il più grande edificio al mondo in linea con la brama di grandezza del Reich. Caduto il regime lo scalo consentì ai circa 2 milioni di abitanti della Berlino Ovest di ricevere via aerea i rifornimenti degli americani, ormai in conflitto con l’ex alleato Stalin, che aveva imposto il blocco delle vie d’accesso alla città per costringerla a cedere alla fame e annetterla al blocco sovietico.
Il «ponte aereo per Berlino» fu un’operazione gigantesca: per quasi un anno ogni minuto atterrava un aereo che lanciava soprattutto scatole di uvetta, caramelle e cioccolata ai bambini. In quel periodo con 278.000 voli vennero consegnati 2,3 milioni di tonnellate di merci.
Negli anni successivi vi sbarcarono divi come Marilyn Monroe, John Wayne, Sophia Loren, i Beatles, i Rolling Stones, che contribuirono a rianimare una nazione uscita distrutta dalla guerra.
L’ultimo decollo risale al 2008 e da allora l’hub è diventato il più grande parco della capitale tedesca. La sua posizione al confine tra i grandi quartieri di Schöneberg e Neukölln, con tutte le problematiche di sicurezza e inquinamento acustico che essa comportava, nonché l’obsolescenza e il sempre minore traffico aereo, segnarono la fine di una pagina storica lunga più di 80 anni.
Oggi le piste di decollo vengono impiegate per andare in bicicletta, correre, andare su pattini, skateboard o kite-surf. I prati sono affollati di gente che si rilassa, gioca a calcio o fa le grigliate. Spesso ospita festival pop ed eventi sportivi. Gli hangar sono stati trasformati in centri sportivi, discoteche, uffici, atelier e studi di registrazione. Caratteristiche che lo hanno reso uno dei luoghi più amati e frequentati da berlinesi vecchi e nuovi. Non si conoscono ancora le reazioni degli abitanti nei confronti di un progetto che sicuramente avrà un impatto forte sull’area.

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