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L’aereo russo abbattuto dalla Turchia

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 (Haberturk TV via AP)

Questa mattina un aereo militare russo è stato abbattuto dalla Turchia: secondo il governo perché era entrato nello spazio aereo turco, il ministero della Difesa della Russia dice invece che l’aereo stava ancora sorvolando la Siria e non era una minaccia per la Turchia. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che l’abbattimento è stato “una coltellata alla schiena dai complici dei terroristi”, facendo riferimento alle accuse rivolte alla Turchia di sostenere indirettamente lo Stato Islamico (ISIS) per via della sua lotta contro i curdi, che a loro volta combattono il gruppo estremista. Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo, ha definito la situazione “un momento pericoloso” nei rapporti tra i due paesi, invitando tutti alla calma.
La Russia è impegnata dal 30 settembre scorso in bombardamenti in Siria, un paese dove è in corso una guerra civile e che confina a nord con la Turchia. L’area dove l’aereo è stato abbattuto è anche una zona di intensi scontri tra le forze del presidente siriano Bashar al-Assad e i ribelli che lo combattono. La Turchia si oppone ad Assad e ha condannato l’intervento russo in suo sostegno.
All’inizio non era chiaro a quale nazione appartenesse l’aereo precipitato, più tardi sia il governo russo sia quello turco hanno confermato che si trattava di un bombardiere russo, un Su-24. Secondo il governo turco, che ha spiegato la sua versione in un comunicato stampa, l’aereo aveva sconfinato nella spazio aereo della Turchia e aveva ricevuto dieci avvertimenti in cinque minuti prima di essere abbattuto. La Turchia, segnala CNN Turk, ha pubblicato immagini radar che sembrano dimostrare che l’aereo militare russo avesse brevemente sorvolato la Turchia meridionale. In tarda mattina un funzionario del governo turco ha ribadito che, come prevedono le regole di ingaggio, l’aereo russo era stato avvertito più volte quando si trovava a 15 chilometri di distanza dal confine. Il bombardiere non aveva però tenuto conto delle segnalazioni proseguendo nella sua traiettoria: «Non è stata un’azione contro un paese specifico: i nostri F-16 hanno preso le misure necessarie per difendere il territorio turco».
Nelle sue prime dichiarazioni, il ministero russo della Difesa ha invece detto che l’aereo era nello spazio aereo siriano e dice di poterlo dimostrare con i dati trasmessi durante il volo: «Il Su-24 ha volato esclusivamente sul territorio della Siria, si trovava a 6 mila metri (…) le informazioni preliminari suggeriscono che sia stato abbattuto da fuoco di terra. Le circostanze sono oggetto di indagine».
I piloti si sono lanciati fuori dall’aereo e il fotogramma di un video di un’agenzia di stampa turca mostra i due uomini con il paracadute prima dello schianto. Le notizie sui piloti sono però piuttosto confuse: subito dopo l’abbattimento CNN Turk, citando fonti locali, aveva detto che uno dei due piloti era stato catturato dalle forze turkmene in Siria e che l’altro era ancora ricercato da due elicotteri russi che stavano sorvolando la zona ma a cui era stato impedito di atterrare. CNN Turkha poi scritto che il pilota catturato era morto. Circola un video che mostrerebbe il corpo del pilota tra i ribelli: l’agenzia di stampa AP diceche i ribelli hanno fatto sapere che il pilota del video è effettivamente morto, ma durante l’atterraggio. Il video non è ancora stato verificato: diversi analisti confermano però che l’uomo del video ha uniforme e attrezzature russe. Non ci sono notizie sull’altro pilota.
Il Guardian scrive che i funzionari della NATO sono in contatto con le autorità turche, ma non è chiaro se siano in contatto anche con Mosca. Oggi, alle 17:00 a Bruxelles, ci sarà una riunione straordinaria della NATO per discutere dell’abbattimento dell’aereo. Se la versione della Turchia venisse confermata, non si tratterebbe comunque della prima volta che la Russia invade lo spazio aereo turco. Il 5 ottobre scorso la NATO aveva confermato una violazione e aveva pubblicato un comunicato in cui si intimava alla Russia di non ripetere un’azione così pericolosa. Per il 25 novembre è in programma una visita del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in Turchia.
Le tensioni tra Turchia e Russia hanno una lunga storia. Nel 1877 venne combattuta la guerra russo-turca che nacque dalle proteste degli slavi cristiani dei territori dell’Impero ottomano in Europa. Quelle rivolte furono appoggiate dalla Russia degli zar che vide una possibilità di estendere la propria influenza fino al Mediterraneo. Più tardi, alla fine della Seconda guerra mondiale, anche Stalin rivendicò parti della Turchia orientale e nel 1992 la Russia intervenne nella guerra del Nagorno Karabakh, nel sud-ovest dell’Azerbaigian, combattuta tra la maggioranza etnica armena della zona, sostenuta dalla Repubblica Armena, e la Repubblica dell’Azerbaigian. Il coinvolgimento della Russia nella guerra in Siria ha aggravato la situazione, anche se i due paesi hanno firmato di recente una serie di accordi energetici e commerciali: la Russia è oggi il secondo partner commerciale della Turchia e il 60 per cento del gas naturale della Turchia proviene dalla Russia. Un esperto di sicurezza di Ankara intervistato dal Guardian ipotizza che una delle reazioni russe all’abbattimento potrebbe essere quella di tagliare le forniture.

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