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L’accusa di Frontex: la Turkish Airlines fa ingenti profitti coi migranti africani




Di Ignazio Stagno

«L’ondata migratoria nei Balcani potrebbe essere spiegata dalla crescita della Turkish Airlines». Parola di Frontex, l’agenzia europea per la sorveglianza dei confini, che in un dossier sottolinea come lo sviluppo della compagnia aerea turca sia tra le cause dell’approdo in massa di migliaia di migranti attraverso la Turchia.

Da Istanbul infatti comincia il viaggio verso il cuore dell’Europa che passa da Grecia, Macedonia, Ungheria, Serbia e Croazia. Frontex nota come nel trimestre giugno-luglio-agosto si sia registrato «un aumento del 300% degli africani protagonisti di attraversamenti illegali dei confini nei Balcani occidentali.


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 In particolare, si è registrata una crescita del 900% degli arrivi di congolesi, del 600% dei camerunensi e del 400% dei ghanesi». Ma le cifre a questo punto scendono nel dettaglio e analizzano proprio i voli e gli scali della compagnia turca. Secondo Frontex questi profughi avrebbero preso un volo della Turkish Airlines. La strategia della compagnia non ha nulla di illegale, ma il vettore, di fatto, è entrato nel rapporto dell’Agenzia europea sui flussi migratori.
La compagnia turca, tra quelle che hanno scali in Europa è quella con più tratte da e verso il continente nero. Turkish Airlines negli ultimi mesi ha aumentato la sua capacità settimanale da 38.000 a 70.000 posti. Con le sei città che verranno aggiunte con la partenza dell’orario invernale, le destinazioni africane servite da Istanbul saranno 45 in 30 Paesi, contro le 34 di Air France, le 19 di Brussels Airlines, le 18 di British Airways e le 13 di Lufthansa. Una vera e propria espansione commerciale che però incontra, in questo momento, sulla sua strada il flusso di profughi che volano verso l’Europa. Il rapporto Frontex su questo punto è molto chiaro: «L’incremento degli arrivi di africani nei Balcani dell’est può essere spiegato dall’espansione della Turkish Airlines e dei suoi collegamenti con l’Africa. Il vettore ha in questo momento la più grande rete di collegamenti con l’Africa. È la prima compagnia aerea sulle rotte africane. Air France, che di fatto aveva il primato, adesso offre voli per 34 scali», contro i 45 della Turkish. La compagnia di bandiera turca, che serve più destinazioni di qualsiasi altra, ha una flotta di 296 aerei e ha fatto registrare un fatturato di più di 5 miliardi. Durante il 2015 c’è stato un ampliamento senza precedenti delle rotte con l’apertura di una serie di nuovi collegamenti per l’Africa.
Mentre l’attenzione è puntata sulla meta finale dei migranti, le compagnie aeree non prestano attenzione ai luoghi di partenza. E così i voli della Turkish Airlines diventano un mezzo fondamentale per chi cerca di giungere in Turchia con pochi rischi per poi magari spostarsi verso i Balcani passando dalla Grecia. Il tutto rispettando le leggi del mercato che risponde con un incremento di offerta dove cresce la domanda.
Ma nel caso della Turchia, all’arrivo i migranti trovano un comodo assist per chi, in partenza dall’Africa, atterra a Istanbul ma è diretto in Europa: è la politica dei «visti facili» avviata dal governo turco. In questo modo migranti provenienti da Paesi come la Somalia, l’Eritrea e il Sudan possono ottenere visti elettronici semplicemente riempiendo un formulario e pagando una tassa online. Poi partono per Istanbul sui voli Turkish. Una volta atterrati comincia la marcia verso la Grecia e poi per i Balcani. Un lungo cammino che adesso potrebbe avere come meta casa nostra.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/politica/laccusa-frontex-turkish-fa-soldi-coi-migranti-africani-1173752.html

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