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La Turchia sospende i raid aerei in Siria. Erdogan ora chiede un incontro a Putin



http://www.lastampa.it/2015/11/27/esteri/turchia-sospende-i-raid-con-la-coalizione-antiisis-0M2Nir0fjqijtEChdyY6JL/pagina.html

La Turchia ha sospeso temporaneamente i suoi voli militari in Siria nell’ambito della Coalizione internazionale anti-Isis dopo l’abbattimento del jet russo al confine. Secondo Hurriyet, il quotidiano che cita fonti anonime della diplomazia di Ankara, la decisione sarebbe stata presa in accordo con la Russia per evitare il rischio di nuovi incidenti.  

PROVE DI DIALOGO  

Lo stop potrebbe durare fino a quando Ankara e Mosca non riapriranno i canali di dialogo, tra cui una “hotline” per la trasmissione di comunicazioni militari ritenuta necessaria per la prevenzione di possibili episodi ulteriori di tensione al confine. Ankara ha proposto un incontro tra Putin ed Erdogan a margine della Conferenza Onu sul clima a Parigi il 30 novembre e il presidente russo «è stato informato» di questa richiesta 
MOSCA CANCELLA LE ESERCITAZIONI NAVALI NEL MAR NERO  
In risposta all’abbattimento del suo caccia da parte di Ankara, da parte sua Mosca ha sospeso per tempo indefinito la sua partecipazione alle esercitazioni internazionali navali della Marina militare Blackseafor, il sistema di sicurezza creato per rafforzare la fiducia reciproca tra gli Stati affacciati sul Mar Nero. Lo ha annunciato il capo della Commissione difesa della Duma, Vladimir Komoyedov, anche ex comandante della folta del Mar Nero. Lo riporta l’agenzia Tass.  
LA RAPPRESAGLIA ECONOMICA DI PUTIN  
La Russia ha annunciato intanto la preparazione di dure misure economiche contro la Turchia. Mosca rafforzerà i controlli sulle importazioni di generi alimentari turchi e – con una tempistica che lascia pochi dubbi sulle motivazioni politiche – denuncia che il 15% di questi prodotti non è conforme alle sue norme sanitarie. Mosca minaccia anche di bloccare il flusso di turisti russi (che vale 4 miliardi di dollari l’anno) e i voli da e verso la Turchia, ma anche di congelare o addirittura far saltare il progetto per il gasdotto Turkish Stream e quello, da 20 miliardi di dollari, per la centrale nucleare di Akkuiu. L’ulteriore prova del fatto che tra Mosca e Ankara non scorre buon sangue è il trattamento riservato dalle autorità russe ad un gruppo di circa 50 imprenditori turchi, fermati a Krasnodar con l’accusa pretestuosa di aver mentito sul motivo del loro ingresso nel paese.  

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