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La strage di Charleston e l’ipotesi alternativa che si sta diffondendo in USA:ecco i punti della versione ufficiale critici


Di Salvatore Santoru

Gli USA sono stati scossi dalla terribile strage avvenuta nella chiesa metodista di Charleston effettuata dal 21enne Dylan Roof. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “3535188443”; google_ad_width = 468; google_ad_height = 60; <

br />I media, sia statunitensi che mondiali, hanno parlato di cause razziali come causa dell’omicidio, e ci sono state ipotesi che si sia trattato di un complotto di qualche gruppo suprematista bianco.

Dylan Roof, https://www.facebook.com/WECTNews


https://www.agi.it/estero/notizie/charleston_dylann_roof_pianificava_strage_di_neri_da_sei_mesi-201506190915-est-rt10035.

Roof aveva pianificato la strage da ben 6 mesi e come fatto notare subito dal “Southern Poverty Law Center” e in seguito dai media, era solito utilizzare simboli legati al mondo della supremazia bianca, come la bandiera della Confederazione sudista o del Sudafrica dell’apartheid.

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Sapendo questi fatti, la pista dell’odio razziale sembra la più plausibile, ma c’è anche qualcos’altro da sapere, a partire dal fatto che il ragazzo aveva avuto dei problemi per spaccio di droga e violazione di domicilio, nonché di consumo di psicofarmaci, fatto magari non troppo rilevante ma che interesserà ai “complottisti” di ogni risma visto che ad ogni tragico evento del genere ci sono.

http://www.nextquotidiano.it/dylann-roof-il-sospetto-autore-della-strage-di-charleston/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/stragi-e-psicofarmaci/526967/

Quindi, non è neanche improbabile che la tesi dell’odio razziale possa essere di facciata, e che dietro ci fossero problemi forti squilibri psichici o forse problemi di dipendenza da droga, contando il fatto che il ragazzo era stato fermato per droga l’ultima volta solo 2 mesi fa.

Oltre a ciò, la cosa che fa sospettare qualcosa sulla versione ufficiale è il suo particolare account Facebook, come riportato da Kit Daniels per “Infowars”.

http://www.infowars.com/false-flag-dylann-roofs-barely-used-facebook-page-likely-created-in-2015/

Difatti, tra gli 80 amici che il ragazzo aveva sui social network, buona parte ( se non la maggioranza ) sono afroamericani, cosa che può sembrare “alquanto” strana per un sostenitore o un militante “duro e puro” della supremazia bianca …



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