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La Siria, la strage di Charlie Hebdo e certi errori della politica estera francese

Di Salvatore Santoru

Secondo diverse fonti giornalistiche, tra cui la Cnn, i due killer di Parigi Cherif and Said Kouachi erano stati in Siria sino all’estate dell’anno scorso, così come nel paese ora si troverebbe Hayat Boumeddiene, la moglie di Amedy Coulibaly, il terrorista autore dell’assalto al negozio kosher e che si è dichiarato appartenente all’Isis.


In tal modo essi facevano parte dei cosiddetti “foreign fighters“,i combattenti islamisti radicali partiti in Siria per unirsi all’ISIS e agli altri gruppi fondamentalisti coinvolti nella guerra civile siriana.
Parlando degli errori della politica estera francese, c’è da segnalare che Hollande è stato uno dei più decisi sostenitori dell’intervento militare nel paese, intervento che è stato bloccato in sede ONU dal veto di Russia e Cina, e che se fosse andato in porto avrebbe anche potuto consegnare interamente la Siria all’ ISIS o a gruppi simili.
Già due anni fa  c’è da segnalare che Assad aveva avvertito della minaccia terroristica che poteva incombere sull’Europa affermando che “se gli europei forniranno armi ai ribelli siriani il terrorismo attecchirà nel cortile dell’Europa”, e intanto l’ISIS cominciava a crescere nel silenzio delle potenze occidentali.

Risulta assai interessante sapere che sia Cherif and Said Kouachi erano già stati condannati per questioni di terrorismo, ed erano segnalati e ben conosciuti dai servizi segreti francesi, e che quelli algerini avevano già allertato le autorità francesi per un attacco imminente.
Inoltre, in un documentario sul terrorismo per l’emittente televisiva France 3 in cui era apparso, Cherif aveva già anticipato i suoi piani, e certamente c’è da dire che ci fu un’alquanto irresponsabile lassismo da parte dei servizi segreti e delle autorità francesi.
Inoltre, è alquanto interessante venire a sapere degli ottimi rapporti commerciali e politici del governo francese con l’Arabia Saudita e il Quatar, paesi che sono accusati di promuovere l’islamismo radicale in tutto il mondo(secondo alcuni anche l’ISIS), Europa compresa.


Su ciò c’è da ricordare che il Quatar, accusato di essere una “banca del terrorismo islamico“, in Francia, così come in Italia e in buona parte dell’Europa,  ha avviato una vera e propria “colonizzazione economica” come denunciato anche,tra gli altri, dal fondatore del “Partito della Sinistra” Jean-Luc Mélenchon.

Interessante è che recentemente è stato avviato un piano da 50 miliardi di dollari di finanziamento da parte degli sceicchi delle banlieues, da dove guarda caso provenivano tutti i terroristi, e sempre per “coincidenza” nelle stesse si assiste a un costante radicalizzarsi dei giovani, e un’avvicinamento all’ideologia del salafismo e delle altre correnti dell’islamismo radicale, esportate da Doha e da Riyad.

Qatar

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