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La Seconda guerra mondiale non fu una guerra contro il “Male Assoluto” ma un conflitto tra meri interessi economici, militari e politici



Di Salvatore Santoru

Nella versione comunemente accettata, i motivi che portarono allo scatenarsi della Seconda Guerra Mondiale sono stati considerati quasi tutti riconducibili alla “megalomania”, vera o presunta, di Hitler, dei suoi gerarchi e dei suoi seguaci.

Stando ad essa, l’inizio del conflitto è stato causato esclusivamente dalla pianificazione della guerra totale da parte dei nazisti, basata sullo sterminio di chi non era o non la pensava come loro, e a fine guerra essi avrebbero imposto la supremazia della “razza ariana”, ovvero, secondo la versione comune, delle persone bionde e con gli occhi azzurri, mentre il resto sarebbe stato schiavizzato e/o eliminato, forse ad eccezione dello stesso establishment nazista, dove persone con queste caratteristiche “ariane” erano assai rare, a partire dal capo delle SS Heinrich Himmler, notoriamente di origine mongola, e dallo stesso Fuhrer, che secondo recenti esami sul Dna aveva pure origini ebraiche e berbere

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(notizia ovviamente da prendere con le pinze quest’ultima, ma comunque degna di interesse).


Quindi, la guerra, causata esclusivamente dall’espansionismo tedesco verso l’Europa dell’Est e dal “piano diabolico” hitleriano, sarebbe stata uno scontro tra il “Male Assoluto” e le forze del “Bene” che avrebbero alla fine trionfato liberando l’Europa e il mondo e assicurando decenni di pace,libertà e prosperità.
Tale spiegazione risulta per certi versi troppo semplicistica, e c’è da dire che il secondo conflitto mondiale fu semmai più un mero scontro tra diversi interessi di potere delle grandi potenze.

Risulta chiaro che ovviamente non si trattò di una mera guerra per la libertà o i diritti umani,
tanto che tra gli Alleati vi era anche l’URSS di Stalin, che si era già macchiata dello sterminio di alcuni milioni (si parla di 7000000) di ucraini(Holodomor,) e della morte di molti altri dissidenti nei gulag, e alcuni metodi brutali usati dai nazisti prima del 1939 e della Shoag, erano utilizzati, in modi diversi, un pò da tutte le grandi potenze.


Difatti, l’uso dell’eugenetica e dell’eutanasia forzata venne praticato sin dal 1899 negli USA, e tutti i programmi basati su ciò furono finanziati dalla Fondazione Rockefeller.


 Fondazione Rockefeller che sostenne economicamente anche l’Aktion T4 nazista, tanto che il famigerato criminale di guerra Joseph Mengele fu largamente finanziato (come riportato su Wikipedia) dalla stessa, visto che in quel periodo, sulla scia del “darwinismo sociale” e culturale che imperava, tutto ciò era considerato “normale”, e disabili, “matti” o individui non adeguati socialmente erano considerati una “resistenza al progresso” del mondo, tanto che com’è noto i sostenitori più accaniti di tali pratiche erano eminenti personalità progressiste e “democratiche”, tra cui George Bernard Shaw ( che sostenne anche la politica eugenetica nazista ).
La discriminazione verso gli omosessuali era largamente praticata all’epoca, in quanto venivano considerati o “degenerati” o afflitti da “pazzia”, e a riguardo “paradossalmente” per certi casi erano più tollerati proprio nella Germania nazionalsocialista degli inizi, tanto che diversi esponenti del primo movimento nazista lo erano, a partire dal noto Ernst Röhm e altri membri delle SA, o dai componenti del movimento giovanile  Wandervogel, che costituì oltre al naturismo, una delle basi del movimento nazionalsocialista.
Sulla propaganda omofoba diffusa per dare contro a Hitler e ai nazionalsocialisti, sono molto interessanti gli studi dello storico omosessuale di sinistra Giovanni Dall’Orto

Alcuni manifesti antinazisti dell’epoca non lasciano spazio a dubbi:

Cartolina erotico-satirica contro Hitler, 1944 circa.



Poi, la discriminazione verso i Rom era ugualmente considerata “normalità” in quel periodo e anche più in là, basti pensare che nella “civilissima” e “progressista” Svezia l’eugenetica contro di essi finì ufficialmente solo nel 1975.

Anche l’antisemitismo era assai diffuso all’epoca, e secondo “Jewish Voice”, gli storici nascoscero l’antiebraismo di Roosvelt e Truman, e lo stesso Churchill a quanto pare non aveva molta simpatia per gli ebrei.
D’altronde, secondo diversi storici non fu mai fatto niente per evitare le persecuzioni degli ebrei in Germania nonostante fossero ben conosciute oltreoceano, tanto che vi furono diverse campagne di boicottaggio contro la Germania sin da subito, e praticamente già diverse organizzazioni ebraiche statunitensi e mondiali avevano dichiarato “guerra” economica alla Germania nel 1933.

Il razzismo, la discriminazione verso i disabili e le minoranze e altro che viene identificato con il nazismo, non furono invenzioni o caratteristiche esclusive e principali dello stesso, ma erano semmai considerate “normalità” al periodo.
Ciò non significa certo minimizzare i tremendi crimini nazisti, ma portare la questione su un lato diverso, piuttosto del solito e ormai obsoleto paradigma che identificava la Seconda guerra mondiale come una semplice lotta per salvaguardare la “libertà”, la “democrazia” e i “diritti umani”, quando in realtà è il caso di ribadirlo, che si trattò semmai di un conflitto tra meri interessi economici, militari e politici.

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