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La sconosciuta storia di Elio Marcuzzo, l’attore omosessuale ucciso dai partigiani garibaldini perché accusato di essere ingiustamente un “collaborazionista”



Di Salvatore Santoru

Una delle storie italiane meno conosciute della fine della Seconda Guerra Mondiale riguarda sicuramente quella di Elio Marcuzzo, un noto attore ucciso dai partigiani garibaldini con l’accusa, peraltro assai infondata, di essere un “collaborazionista”.
Marcuzzo fu prelevato insieme al fratello Armando da un gruppo di ex partigiani travestiti da militi della RSI, guidati Gino Simionato (“Falco”), e portato nei pressi di Breda di Piave, dove i due fratelli vennero impiccati e, seppelliti ancora in vita. 
Il processo che si svolse all’inizio degli anni ’50 contro i responsabili dell’omicidio, non andò oltre la fase di istruttoria per subentrata amnistia, e dagli interrogatori emerse che Marcuzzo venne impiccato per aver eseguito due traduzioni per conto di un impiegato comunale di Treviso durante la RSI, una dall’inglese all’italiano e l’altra dal tedesco all’italiano, e quest’ultima aveva insospettito i partigiani, che lo ritenevano una spia nazista.
La figura di Marcuzzo fu riabilitata dall’ex partigiano Pietro Ingrao in un’intervista rilasciata a Tatti Sanguineti nel 1998.
In tale intervista, Ingrao, che conosceva personalmente Marcuzzo, affermò che lo stesso non era assolutamente un simpatizzante del regime fascista, ma coltivava idee di sinistra e genuinamente antifasciste.

A tal riguardo, c’è da segnalare che Marcuzzo nel 1943 piuttosto che aderire alla Repubblica Sociale, si ritirò a Cravè dove era stata sfollata la famiglia.
Secondo l’Arcigay, tra i motivi dell’omicidio da parte dei garibaldini ci sarebbe stato il fatto che Marcuzzo era omosessuale, e l’accusa di essere un nazista sarebbe stata solo una scusa per nascondere il movente omofobico.

Comunque sia, quella di Marcuzzo rimane una delle tante tragiche storie di innocenti che furono uccisi da una parte e dall’altra in quegli anni di odio e violenza che contraddistinsero la guerra civile del 43-45, che divisero e ancora oggi dividono l’Italia.

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