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La rivolta inglese: cause e analisi

Di Salvatore Santoru

 Analisi parziali e  disinformazione
Sono passati quattro giorni dall’inizio della rivolta di Londra(e non solo Londra).In questi quattro giorni Cameron ha additato tutti gli “insorti” come “criminali”,”deliquenti comuni  e basta”.Questa versione semplicistica e un pò fuorviante  secondo la quale la causa degli scontri sarebbe da ricercarsi non nella crisi e nei tagli,non nel malessere della popolazione,ma solamente  nella deliquenza comune e nella società multietnica,è stata  ripresa da Fiamma Nirenstein sul Giornale ,la stessa che accusò  i soliti musulmani per la strage di di Oslo poco dopo l’attacco terrorista(che si scoprì essere opera dell’islamofobo   Breivik , forse insieme a complici)e da  Alessandro Carlini ,su Libero, secondo cui quella che l’articolista chiama come “rivolta dei mantenuti” non sarebbe  altro che  il prodotto dello stato sociale!.La realtà naturalmente è un pò più complessa da come viene descritta dai due giornalisti.<

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Le cause della rivolta

Le cause che hanno scatenato la rivolta sono molteplici.Prima di tutto c’è la povertà e la miseria.Tutto è iniziato nel quartiere di Londra Tottenham ,uno dei più poveri e in maggioranza abitato da immigrati di varie nazionalità.La crisi economica e i tagli varati da parte del governo hanno accentuato la situazione già abbastanza compromessa.L’uccisione di Mark Duggan è stata la scintilla che ha fatto innescare la sollevazione e liberato l’odio e la rabbia accumulati dopo anni di sopraffazione,frustrazione e miseria.Non è certamente la prima volta che situazioni del genere si verificano  in Gran Bretagna:basti pensare ai riots sotto la
“lady di ferro” Margaret Thatcher,da Brixton nel 1981 e 1985,a quelli contro la Poll Tax nel 1990,sino a quelli nel 1995 sotto John Major a Manningham e nuovamente a Brixton e quelli più recenti nel 2001 di Oldham ,Bradford ,Harehills e Leeds e nel 2005 di Birmingham sotto Tony Blair.Generalmente queste  sollevazioni  sono sempre avvenute e avvengono  in periodi economicamente e socialmente critici,a seguito di misure di austerità e di “giri di vite” attuati dalle politiche liberiste(o ritenute tali) che vanno a colpire per primi proprio le classi e gli strati di popolazione più poveri.La repressione ordinata dalle classi/oligarchie dominanti tramite l’apparato poliziesco(malvisto sopratutto nei quartieri più poveri poichè rappresentante simbolico del potere e della sua violenza)non fa altro che peggiorare la situazione ,e si sa che la violenza porta altra violenza.Si è parlato anche di cause razziali all’origine della rivolta,ma l’ipotesi appena citata senza dubbio ,se ha una reale importanza,conta ben poco o è abbastanza relativa nel contesto(ad esempio nelle società  del Nord Europa è raro che accadano episodi del genere  sopratutto  per via del sistema socialdemocratico liberale nordico che avrà tutti i suoi limiti ma  che ha garantito almeno un più che discreto stato sociale e ha favorito anche una notevole integrazione).Un’altra causa è la perdita di credibilità nelle “illusioni” del sistema consumista:la dimostrazione di ciò si può vedere nelle distruzioni dei simboli del “turbocapitalismo”  e del consumismo dati alle fiamme,come le banche,i centri commerciali,i negozi delle multinazionali(come la Sony),  atti senza dubbio “nichilistici” inutili e controproducenti,come è stato più volte affermato da diversi opinionisti.

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2 comments

Anonimo Agosto 12, 2011 at 2:35 am

Marò…ma quanto scrivi??? Quanti articoli hai scritto sui disordini inglesi? Non entro nel merito: molti l'hanno già fatto e mi pare che tu abbia inquadrato meglio la questione negli ultimi rispetto ai primi, che erano dei minestroni pieni di luoghi comuni e slogan. Ma accetta un consiglio, senza offesa: scrivi di meno e cura di più la forma, che è importante. Non sei Alessandro Manzoni, perciò fa periodi molto più brevi e cura la punteggiatura. La tua scrittura se ne gioverà e pure i tuoi lettori, che faranno meno fatica. Soprattutto (con 4 t…!), se ti è possibile, chiarisciti le idee PRIMA di metterti a scrivere.Ciao! Loretta

Anonimo Agosto 12, 2011 at 2:35 am

Marò…ma quanto scrivi??? Quanti articoli hai scritto sui disordini inglesi? Non entro nel merito: molti l'hanno già fatto e mi pare che tu abbia inquadrato meglio la questione negli ultimi rispetto ai primi, che erano dei minestroni pieni di luoghi comuni e slogan. Ma accetta un consiglio, senza offesa: scrivi di meno e cura di più la forma, che è importante. Non sei Alessandro Manzoni, perciò fa periodi molto più brevi e cura la punteggiatura. La tua scrittura se ne gioverà e pure i tuoi lettori, che faranno meno fatica. Soprattutto (con 4 t…!), se ti è possibile, chiarisciti le idee PRIMA di metterti a scrivere.Ciao! Loretta

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