Crea sito
opinioni Religioni

La religione come via della libertà e come strumento di controllo sociale e oppressione



Di Salvatore Santoru

La religione ha o può avere una duplice e opposta funzione: quella di essere uno strumento di libertà così come di controllo sociale e oppressione.
Secoli e secoli di dominio di regimi ispirati a precetti e dogmi religiosi hanno dimostrato ampiamente questo secondo aspetto e a cosa conduce o può condurre l’utilizzo ideologico e politico della religione, un’aspetto che ancora oggi purtroppo non è finito.<

br />
In questo senso, le religioni sono state e/o vengono tutt’ora impiegate come mezzi di sopraffazione,di divisione,di controllo sociale e di distruzione della libertà individuale dei suoi appartenenti,costretti spesso a vivere in uno stato di “terrore” a causa della rigidità delle norme imposte dal proprio credo e clero, o di eliminazione e discriminazione degli individui non conformi a tali norme, bollati come “eretici” e/o “infedeli”.
Le diverse “guerre sante” vecchie o nuove,così come la strutturazione di una mentalità dogmatica e settaria acriticamente seguace dei precetti imposti dal poteri clericali di turno, sono la dimostrazione lampante di tutto ciò e rappresentano il vero e proprio “lato oscuro” delle religioni.
Un “lato oscuro” fatto di limitazioni radicali e demonizzazione delle libertà e delle stesse espressioni individuali,oppressione e ricatti morali,violenza psicologica diretta o indiretta e addestramento a un’obbedienza forzata così come a una subdola accettazione di privilegi e eccessive attribuzioni di potere alle varie caste clericali o ai diktat dei vari regimi politici che si richiamano formalmente a tali precetti.

D’altro canto, c’è comunque da ricordare la funzione positiva che ha e che può avere la religione, sia quella libera che anche quella organizzata.

Difatti, l’adozione di una determinata fede da una parte serve o può servire per offrire alcune risposte a diverse “domande esistenziali”  così come ad aumentare il proprio benessere interiore e dall’altra serve come creazione di un collante sociale e legittimazione di rapporti basati sulla solidarietà e l’onestà.
Inoltre, non bisogna dimenticare il ruolo che anche storicamente l’adesione a una determinata fede religiosa ha avuto come strada per la libertà, si pensi solamente ai dissidenti cristiani,ma anche buddhisti e di altre fedi, nei paesi basati sul “socialismo reale”, paesi che erano basati sulla distruzione della libertà religiosa e la loro sostituzione con una religione “laica” fondata sull’ideologia e il culto del Capo, così come tutte le altre forme di totalitarismi ideologici del Novecento e non.

Per finire, ciò che è possibile auspicare è la graduale messa in discussione di tutti i dogmi religiosi e di quelle strutture di potere che immeritatamente(spesso con l’utilizzo della forza o altri metodi coercitivi) si basano su di essi, e d’altro canto la riscoperta e/o la tutela dei valori positivi su cui si fondano le migliori religioni e in tal modo preparare la strada per una società sempre di più basata sulla libertà religiosa e senza fuorvianti dogmatismi e fanatismi(siano essi religiosi che eventualmente antireligiosi).

FOTO:http://www.kerala.me

Related posts

L’ opera d’arte nel tempo della manipolazione mediatica

Napolitano, il capo di una Repubblica di partiti e privilegi

“Sanità è profitto. Si inventano nuove malattie”: la denuncia di Gino Strada