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Il caso:la controversa proposta di Peter Singer per ridurre i costi della sanità: “Sopprimiamo i bambini disabili”



Di Salvatore Santoru

Peter Singer è un professore australiano di origine ebraica che insegna Etica all’università di Princeton ed è considerato uno dei filosofi di area “progressista” più importanti degli ultimi anni, idolo di buona parte della sinistra liberal e radicale statunitense e europea.

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br />http://www.filosofico.net/petersinger.htm

Singer, che è stato definito dal New Yorker come “il più influente filosofo attualmente in vita” è famoso per essere stato uno dei primi attivisti ad aver dato vita alla corrente “antispecista” all’interno del movimento animalista, corrente che ispirata a quella dell’antirazzismo, mette in discussione le differenze tra esseri umani e animali, e si basa sul contrasto della supremazia umana, per la realizzazione di un mondo dove tra gli esseri umani e gli altri animali vi sia un rapporto basato sull’uguaglianza.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antispecismo

Oltre a queste tesi di stampo libertario, Singer è famoso per alcune discutibili prese di posizione sui temi etici, in quanto considera la vita degna di essere vissuta solo se non attraversata dal dolore o dalla sofferenza fisica e psichica.

http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Singer#I_quattro_assiomi_del_suo_pensiero

Partendo da queste considerazioni abbastanza condivisibili, Singer però arriva a sostenere l’infanticidio dei bambini disabili, in quanto conveniente prima di tutto in termini economici oltre che “umanitari”.
Per queste sue prese di posizioni,l’intellettuale è stato duramente criticato, tra gli altri, dal noto scrittore ebreo “cacciatore di nazisti” e sopravvissuto all’Olocausto Simon Wiesenthal, che organizzò un boicotaggio contro di lui dichiarando che “è inaccettabile un professore di morale che giustifica l’uccisione di nuovi nati handicappati”.

http://www.il-cortile.it/etica-generale/bioetica/2485-parla-peter-singer-guru-dell-aborto-eugenetico-e-dell-infanticidio.html

In una recente conversazione con il giornalista investigativo Aaron Klein, Singer è tornato a parlare di queste tesi, tra l’altro usando per i bambini disabili il pronome neutro “it”(usato per indicare le cose e gli animali in inglese), sostenendo che esse avranno la meglio con l’Obamacare, e affermando che stanno già avendo successo.

http://www.articolotre.com/2015/05/il-filosofo-peter-singer-sopprimiamo-i-bambini-disabili-per-contenere-i-costi-della-sanita/

Inoltre ha detto che:

«Se un bambino nasce con una massiccia emorragia cerebrale significa che resterà così gravemente disabile che in caso di sopravvivenza non sarà mai in grado nemmeno di riconoscere sua madre, non sarà in grado di interagire con nessun altro essere umano, se ne starà semplicemente sdraiato lì sul letto e potrà essere nutrito, ma questo è quel che avverrà, i dottori staccheranno il respiratore che tiene in vita il bambino. Non so se essi siano influenzati dalla necessità di ridurre i costi. Probabilmente sono influenzati semplicemente dal fatto che per i genitori quello sarà un fardello terribile, e per il figlio non ci sarà alcuna qualità della vita. Quindi stiamo già compiendo dei passi che portano alla terminazione consapevole e intenzionale della vita dei bambini gravemente disabili » .

Facendo alcune piccole considerazioni, al di là delle discussioni etiche e filosofiche che si possano fare, c’è da constatare che il linguaggio molto sobrio e “razionalizzato” di Singer e dei seguaci della cosiddetta eugenetica terapeutica, effettivamente non sono poi così dissimili da quelli classici usati nel Novecento, compresi il caso estremo del famigerato programma “Aktion T4” della Germania nazionalsocialista, programma dove in modo molto meno moderno e assai cinico si sono applicate in modo estremo alcune di queste idee e che fu visto molto positivamente da insospettabili idoli della sinistra “progressista” di ieri e di oggi, come George Bernard Shaw.

https://www.youtube.com/watch?v=hQvsf2MUKRQ

Ora, pur comprendendo le motivazioni logiche che stanno alla base del discorso di Singer (che è giusto non demonizzare troppo, come si fa spesso), non si può non rilevare come sostanzialmente la base di tali idee sotto sotto non è del tutto dissimile, perlomeno a livello di ragionamento e discorso, da quella degli eugenetisti vecchia scuola o degli stessi nazisti, ovvero la ricerca dell’efficienza a tutti i costi e il bisogno ( visto come “umanitario” ) di assicurare una drastica soluzione per tutte quelle vite, vuoi per questioni di salute, vuoi per questioni economiche, sociali e culturali, considerate non degne di essere vissute.

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