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La “profezia” di Jules Verne sullo sbarco della Luna da parte degli USA nel suo romanzo “Dalla Terra alla Luna” del 1865



Di Paolo Morini 

“Dalla Terra alla Luna” ed è uno dei romanzi che maggiormente hanno creato il mito di Verne anticipatore del progresso tecnologico del XX secolo:
Giulio Verne, è uno scrittore che non ha certo bisogno di grandi presentazioni, anche perché molti dei suoi racconti sono stati trasposti in opere cinematografiche e perciò hanno acquistato una notevole notorietà.
Basti ricordare “Viaggio al centro della Terra”, “Ventimila leghe sotto i mari”, “Michele Strogoff”, “L’isola misteriosa”, “Il giro del mondo in 80 giorni”.
Di Giulio Verne si è spesso parlato dal punto di vista del contenuto profetico dei suoi romanzi, aspetto che è decisamente notevole nel suo romanzo “Dalla Terra alla Luna”.

La storia che viene narrata è inizialmente ambientata a Baltimora, negli Stati Uniti.
La Guerra Civile è da poco terminata e i soci di un club molto esclusivo, il “Gun Club” (letteralmente “Club del Cannone”), si trovano in uno stato di forzata inoperosità a causa del clima di pace. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “4720856845”; google_ad_width = 250; google_ad_height = 250;
Ormai il club è diventato una specie di noioso ritrovo in cui i soci, esperti di balistica anche dal punto di vista pratico, come documentano le loro mutilazioni, passano il tempo fra il ricordo di passate imprese e lo scoramento per l’inattività alla quale sono costretti.

Proprio mentre pare non esserci via d’uscita a questa situazione di stallo, ecco che il presidente del club, Barbicane, convoca una assemblea straordinaria nel corso della quale dà un annuncio straordinario : il Gun Club si farà promotore di una iniziativa il cui risultato finale sarà quello di spedire un proiettile nientemeno che sulla superficie del nostro satellite naturale, la Luna !
Il presidente Barbicane viene letteralmente portato in trionfo dai soci del Gun Club e, passato il primo entusiasmo, viene convocato un comitato tecnico-scientifico per studiare il problema dal punto di vista della sua realizzazione.
 
Si effettuano i calcoli necessari e si stabiliscono le dimensioni del cannone : date le enormi dimensioni, il cannone non avrà un supporto, ma verrà fuso direttamente nel terreno e sparerà il suo proiettile verso lo zenit. 
Viene interpellato l’osservatorio di Cambridge che fornisce le indicazioni circa l’epoca del lancio e l’ubicazione in termini di latitudine del cannone.
Il luogo per costruire il cannone viene stabilito in Florida e inizia subito la parte organizzativa dell’impresa. Quando i lavori di costruzione sono quasi terminati, compare uno strano personaggio, Michelle Ardan, che chiede a Barbicane di sostituire il proiettile, previsto inizialmente come una sfera cava, con una vera e propria navicella.
Questo ardimentoso viaggiatore vuole infatti essere il primo uomo ad arrivare sulla Luna.
Dopo un primo momento di incredula perplessità, si dà il via alla costruzione della navicella e Michelle Ardan non solo convince tutti di quanto sia sensato il suo viaggio, ma convince lo stesso Barbicane e il Capitano Nicholl, suo detrattore, ad imbarcarsi con lui e a risolvere per via pratica le loro dispute in fatto di balistica.

Il romanzo termina con la loro partenza verso lo spazio esterno.La storia fu proseguita da Verne in un successivo romanzo, “Intorno alla Luna”, in cui seguiamo i tre coraggiosi proto-astronauti i quali, una volta partiti, non riescono a raggiungere la superficie della Luna : a causa di un errore di calcolo si ritrovano ad orbitare attorno ad essa senza a riuscire ad effettuare lo sbarco.Si rilassano un momento osservando la faccia nascosta per poi gettassi a capofitto nella risoluzione del loro problema.
Trovano infine il modo di uscire dall’impasse : accendono i razzi che avrebbero dovuto frenare la velocità dell’atterraggio sulla Luna per usciredall’orbita e poter finalmente mettere piede sul nostro satellite.
Ma la “sfortuna” è in agguato e per un errore di valutazione la spinta impressa alla navicella fa in modo che essa esca sì dall’orbita lunare, ma per ritornare

verso la Terra.
Il rientro avviene in mare e i tre eroi, una volta recuperati, godono della fama e della celebrità che consegue ad una impresa così straordinaria.
I biografi di Verne raccontano che lo scrittore, poco prima di morire (il 24 marzo 1905), consegnò il manoscritto del romanzo “Dalla Terra alla Luna” a un suo nipote, dicendogli di conservarlo con cura, dal momento che avrebbe assistito al viaggio di uomini verso la Luna e avrebbe così potuto valutare l’esattezza delle sue previsioni.
In effetti, con circa un secolo di anticipo, Giulio Verne anticipò le modalità di volo della missione Apollo 8, effettuato nel dicembre 1968.
Indovinò con esattezza inoltre la nazione che avrebbe effettuato il primo lancio verso la Luna (gli Stati Uniti d’America), il mese in cui il lancio sarebbe avvenuto (dicembre), il numero di uomini a bordo (tre), il sistema di rientro a Terra (l’ammaraggio), nonché il luogo di ammaraggio (l’Oceano Pacifico).
Infine, il luogo della partenza del proiettile, in Florida, venne situato nel romanzo a un centinaio di km di distanza dal punto in cui sarebbe sorta la base di Cape Kennedy, da cui effettivamente partirono le missioni Apollo.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://astrocultura.uai.it/fantascienza/telescopio_verne.htm

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