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La “nuova Guerra Fredda” tra USA e Russia




Di Salvatore Santoru

Come la questione ucraina sta ampiamente dimostrando, il mondo è attraversato da una vera e propria “nuova guerra fredda”, che contrappone da una parte la NATO,gli USA e i suoi alleati, dall’altra la Russia, i BRICS e i loro alleati.

Oltre al conflitto geopolitico e militare, tale scontro oppone due visioni diametralmente opposte del mondo e delle relazioni politiche internazionali.

Da una parte l’ideologia che guida gli States, che si potrebbe definire come “neo-eccezionalista“, ed è basata tendenzialmente sulla difesa della supremazia statunitense e una certa convinzione della “superiorità” culturale e politica del modello occidentale contemporaneo, modello a cui, secondo tale ottica, tutto il mondo deve prima o poi adeguarsi.




Tale corrente di pensiero egemone si presenta in due versioni diverse nella forma, ma aventi sostanzialmente un’obiettivo comune .

Difatti, secondo la versione “neocons” dominante durante l’era Bush il dominio statunitense doveva essere consolidato grazie allo “scontro di civiltà” e alla guerra diretta contro tutti i potenziali nemici dell’America, mentre in quella liberal oggi egemone nell’era Obama, deve essere mantenuto tramite una guerra indiretta e latente, da legittimare come “esportazione della democrazia” e dei diritti umani, e secondo il mantra della “responsabilità di proteggere“, quando diventa diretta.
Tra gli ideologi nonché ispiratori dell’attuale politica estera del paese si possono citare il politologo Zbigniew Brzezinski e in parte il magnate George Soros, mentre nella precedente era Bush si potevano annoverare Dick CheneyDonald Rumsfeld.

Invece, l’ideologia che guida la recente politica estera russa può essere ricondotta al “neoeurasiatismo“, ideologia portata avanti da Aleksandr Dugin, politologo e filosofo nonché professore di sociologia all’Università di Mosca e diventato recentemente consigliere del Cremlino.



La teoria di Dugin, ribattezzata dallo stesso come “quarta via” politica, sostanzialmente si basa sulla messa in discussione della supremazia statunitense con il conseguente passaggio dall’attuale “mondo unipolare” al “mondo multipolare”, fondato su una sorta di “globalizzazione alternativa” non più basata sul primato della mentalità e del dominio angloamericano, ma retta su un’equilibrio tra le diverse potenze, tra cui dovrebbe emergere anche l’Unione eurasiatica che lo stesso intellettuale promuove.



La particolarità di questa teoria consiste nel suo sincretismo ideologico .

Difatti, vengono integrati diversi aspetti di ideologie tradizionalmente opposte tra di loro come il liberalismo/libertarismo, il comunismo e il nazionalismo per farne una sintesi non duale,costruendo in tal modo la quarta “teoria politica” che costituisce l’unione e il superamento delle precedenti vie (liberalismo,socialismo,fascismo).



A livello culturale, il problema principale per l’eurasiatismo sarebbe l’egemonia materialista egemone dell’Occidente contemporaneo, di cui oggi la supremazia statunitense, così come l’adozione mondiale del sistema consumista e del capitalismo “selvaggio”, costituirebbe l’effetto politico.

Come risposta a ciò, Dugin e gli eurasiatisti sostengono il rafforzamento della spiritualità ( dal cristianesimo al buddhismo, passando per paganesimo, ebraismo e Islam ) in Russia come nel resto del mondo, e una sorta di ritorno ad essa per l’Europa.

Come si è ben visto, tali visioni ideologiche del mondo presentano delle enormi differenze, e a quanto pare la “nuova guerra fredda” oltre che sul piano geopolitco ed eventualmente militare, sarà combattuta sopratutto sul piano intellettuale .

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