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La morte?:secondo lo scienziato Robert Lanza non esiste per come la intendiamo, la coscienza non cessa di esistere

Di Salvatore Santoru

Lo scienziato statunitense Robert Lanza ha recentemente  elaborato la teoria del ” biocentrismo ” , secondo la quale la morte non è quell’evento terminale che siamo stati abituati a credere .
Questa teoria si basa sulla cosiddetta ipotesi del ” Multiverso ” , secondo la quale esistono molti ” universi paralleli ” al di fuori del nostro spaziotempo .<

br />Ciò che ” muore ” è il nostro corpo fisico , ma non la nostra coscienza , che in definitiva è ciò che realmente siamo .
Difatti secondo Lanza , considerato dal New York Times come ” uno dei tre migliori scienziati viventi ” , l’intelligenza esisteva da prima della materia ed è la coscienza a creare il mondo materiale , e non il contrario come comunemente si pensa .

Per quanto possa sembrare ad alcuni totalmente ” innovativa ” , questa ipotesi richiama concetti già noti nel campo della spiritualità e che la scienza moderna di stampo positivista ha sempre cercato di evitare se non proprio di eliminare , in quanto poco compatibili con la visione materialista propagandata da essa .

L’ipotesi enunciata da Lanza confermerebbe la validità delle cosiddette esperienze pre-morte , a lungo studiate dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross , e anche delle esperienze extracorporee .

Per lungo tempo ci hanno insegnato che noi siamo solo il nostro corpo e che la coscienza non esisteva in sè , ma era un’ accidentale conseguenza della nostra ” evoluzione ” .

In realtà ciò che veramente costituisce l’essenza dell’essere umano e di ogni essere vivente  è appunto  la coscienza ( nota anche come ” anima ” a seconda delle interpretazioni ) e il corpo fisico non è altro che un ” contenitore ” attraverso il quale noi  facciamo esperienza .

Disse Elisabeth Kübler Ross :

 Quindi morire significa solo perdere il proprio corpo fisico, così come fa la farfalla quando esce dal suo bozzolo. Si tratta di una transizione verso un più alto livello di coscienza, in cui si continua a percepire, a ridere, a capire, ad evolvere, e in cui l’unica cosa che si perde, è qualcosa di cui non si ha più bisogno: il corpo fisico

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