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La mercificazione dell’essere umano e il consumismo totale

Di Salvatore Santoru

Il consumismo economico ormai è finito da un pezzo, ma ha lasciato grosse conseguenze sul piano sociale e psichico degli individui, contribuendo a una radicale trasformazione di essi.

Come risultato di ciò, si è arrivati gradualmente a una costante mercificazione dello stesso essere umano, e si può ben dire che si è creato una sorta di “uomo nuovo”.

Un’uomo nuovo “liberato” dalle stesse caratteristiche e limiti umani, senza una reale identità interiore e totalmente dedito a vendere sé stesso e le proprie qualità esteriori, proprio come un prodotto economico qualsiasi.



Si può ben dire che oramai il processo di mercificazione è concluso.

Infatti, viviamo in tempi sempre più contraddistinti dalla precarietà, non solo lavorativa, in una sorta di “eterno presente” basato su un costante vuoto di valori e su un nichilismo totalizzante e totalitario, una condizione storica che ricorda la descrizione della “società dell’ultimo uomo” fatta da Friedrich Nietzsche.

C’è anche da dire che oramai anche le stesse relazioni sociali e interpersonali sono basate sui meccanismi che regolano il mercato: come per una qualsiasi merce, si valutano le persone solo per quanto sono “cool” o per le qualità e quantità degli aspetti esteriori e così via.

Sembra proprio che per il momento, non ci sia alternativa a questo processo, a meno che la gente non incominci a capire tali questioni e agisca di conseguenza.

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