LA LETTERA DI MICHELE FA RIFLETTERE ED E’ DA PRENDERE SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE

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Di Salvatore Santoru

Recentemente un giovane di trent’anni si è suicidato un trent’enne precario di nome Michele.
Nella lettera,riportata da diverse testate e siti di informazione e controinformazione(1), il giovane sostiene di ritenersi appartenente a una ‘generazione perduta’ e spiega i motivi del suo tragico gesto.
Il tragico gesto del ragazzo è stato interpretato in vari modi e c’è chi ne ha visto solamente l’aspetto psicologico,chi quello politico,chi quello sociale e così via.
In generale si può dire che da soli tutti questi aspetti non bastino a spiegare il tragico gesto, che risulta essere nello stesso tempo una tragedia personale e collettiva.
Tale aspetto risulta evidente leggendo la stessa lettera, che se non rappresenta comunque un vero “manifesto” dello scontento precario e giovanile simboleggia allo stesso tempo lo scontento,il disagio e la disperazione in cui molti giovani adulti si ritrovano oggi,a causa della crisi economica ma anche della crisi sociale e culturale che vive la nostra società.<

br />Alcuni aspetti di questa crisi e disagio sono vissuti,almeno a livello inconscio e ‘latente’, un pò da tutti i giovani d’oggi e c’è chi reagisce ad essi in un determinato modo o nell’altro e chi non vi riesce preferendo soccombere.
Nella lettera ci si fa un’esplicito e implicito riferimento non solo allo stato di precarietà lavorativa, ma più in generale allo stato di precarietà individuale e sociale e al senso di sradicamento che è presente nella nostra società, nonché ad altri aspetti.
Tra questi aspetti, c’è da segnalare questo estratto della lettera che è passato abbastanza inosservato: “Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni”…
In questo estratto si fa riferimento all’eccessiva “mediocrità al potere”ancora dominante nonché al fatto che,volenti o nolenti, caratteristiche come la sensibilità sono fintamente elogiate ma nei fatti contano assai poco, visto che non così raramente la cattiveria e la meschinità vengono socialmente ‘privilegiate’ e l’ipocrisia la fa da padrone, difatti siamo sommersi da retorica (finto)buonista ma nella realtà sociale invece siamo ancora lontani dal raggiungere una società che sappia valorizzare realmente le caratteristiche positive delle persone.
In generale, pur nel suo ovvio pessimismo la lettera risulta di notevole interesse e fa riflettere e scuote gli animi.
Difatti, magari solo inconsciamente il giovane ha fatto in modo che si scoperchiasse il ‘vaso di Pandora’ e ha messo per iscritto ,nonché estremizzato,le contraddizioni e le problematiche che l’attuale società e in particolare i giovani vivono.

NOTE:

(1)http://www.beppegrillo.it/m/2017/02/la_lettera_di_m.html