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La Lav accusa il governo: “Finanzia i circhi condannati per le violenze sugli animali”

Lav: "I circhi condannati per violenze sugli animali ma lo Stato li finanzia"
Di Sergio Rame
Sevizie, lesioni e crudeltà contro gli animali. Nel dossier della Lav c’è dentro un po’ di tutto.Brutalità contro elefanti, giraffe e tigri. Violenze che fanno inorridire. Eppure, nonostante siano sotto gli occhi di tutti (e in particolar modo dei giudici), il governo continua a erogare i soldi pubblici del Fondo unico dello spettacolo. Negli ultimi cinque anni i circhi sono stati “aiutati” con una pioggia di denaro pubblico. Quasi 30 milioni di euro che, stando a quanto riportato da Repubblica, sarebbero finiti anche nelle tasche di dieci circhi condannati o ancora sotto processo per maltrattamenti.
Secondo il dossier redatto dalla lega antivivisezione, il circo Aldo Martini avrebbe ricevuto dal governo 92mila euro nonostante sia condannato dal tribunale di Bologna per sevizie nei confronti di una giraffa. Il circo Città di Roma, invece, avrebbe portato a casa quasi 300mila euro pur essendo stato condannato in via definitiva “per aver detenuto elefanti in condizione di quasi immobilità”. Il circo Folloni, condannato dal tribunale di Milano per “aver immobilizzato un elefante sotto il tendone a una tavola di legno di mq 6 circa, legandolo con due catene (una alla zampa anteriore sinistra, l’altra alla zampa posteriore sinistra) fissate alla tavola”, avrebbe ottenuto 70mila euro. E ancora: 518mila euro al circo Darix Togni, 53mila euro al circo Caroli, 1.884.483 euro al circo Medrano, 1.447.228 euro all’American Circus e 68mila euro al circo Martin. Tutti quanti sotto processo per “maltrattamenti e detenzione incompatibile”.
“La legge – denuncia il presidente della Lav Gianluca Felicetti – prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici, esclusivamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell’Unione Europea in materia di protezione degli animali. Peccato che questa norma sia puntualmente disattesa. In Italia ci sono un centinaio di strutture che tengono gli animali in cattività. Da qui l’appello al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini affinché riduca i contributi fino al completo azzeramento entro il 2018.

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