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La Geomanzia, la più antica forma di divinazione di cui si ha traccia

Di Valter Rella
Leggendo i classici poemi epici, possiamo avere una chiara idea di come la divinazione abbia sempre caratterizzato, nel corso dei millenni di storia umana, la speranza del’ uomo di poter  spiare fra e righe della storia non ancora scritta, allo scopo di poter presagire ciò che avverrà, anche
allo scopo di poter fare le scelte più proficue con l’ ausilio di segni, siano essi naturali che sovrannaturali, suggeriti dalla divinità al momento interpellata.
Chi non ricorda il famoso film ” Operazione san Gennaro ” nel quale Nino Manfredi, capo della banda dei ladri, si rivolge allo stesso santo chiedendogli consiglio su come rubargli il ” suo ” tesoro.
Secondo quanto riportato dall’ Enciclopedia Treccani, la divinazione è un :
” Fenomeno culturale di natura religiosa che  consiste nel venire a conoscenza di necessità o eventi diversi mediante facoltà che trascendono le normali modalità del conoscere, sono volte a raggiungere fatti impercettibili dai sensi e imprevedibili per via di ragionamento o calcolo “.
Tutte le tecniche mantiche, siano esse induttive ( divinatio artificiosa ), od ispirate dalle divinità ( mantiche intuitive = divinatio naturalis ), sono parte della divinazione che ne fa delle vere e proprie arti che richiedono il possesso di una vera e propria scienza divinatoria ( divinatio artificiosa ) nell’ interpretare i più comuni segni che comunque sfuggono ai più, il volo degli uccelli, le pose del caffè, un pugno di terra, un arcobaleno od un fulmine a ciel sereno, sono solo alcuni dei segni che il divinatore usa per  trarne i propri auspici.
Gli oracoli, invece, erano direttamente ispirati dagli dei, fra essi ricordiamo l’ Oracolo di Delfo e la Sibilla cumana.
Definire però l’ arte divinatoria entro i limiti che abbiamo finora accennato, è molto riduttivo, sia perché essa non intendeva solo predire gli avvenimenti futuri, ma anche creare le migliori condizioni di vita sia nel fisico che nello spirito dell’ essere umano per avvicinarlo al cielo, facendolo vivere in armonia con la natura ( Taoismo ).
L’ arte divinatoria affonda le sue origini nel neolitico, la Geomanzia ( divinazione attraverso la terra ), nata in Persia, è infatti la più antica forma di divinazione di cui si abbiano tracce; la parola geomanzia, ha origine da due parole dell’ antica lingua greca che collegano la terra con quell’ arte ( geo = terra  e manteia = divinazione ) geomanzia, però, si rifà principalmente all’ ideogramma Tao cinese Feng-Shui
che simboleggia la manifestazione dell’ energia universale.
Lo studio dei venti e delle acque trae spunto da questo termine che, ancor oggi, caratterizza e condiziona la disposizione persino di intere città, anche gli arredi dei singoli appartamenti ne sono influenzati.
La pianta della città Vietnamita di Hanoi, progettata da architetti francesi, dovette essere modificata ed adattata secondo criteri geomantici.
Lo scopo del Feng-shui ( vietnamita Phong-Thui ) è quello di permettere all’ uomo di vivere in armonia con il  contesto naturale e quindi con il cielo attraverso lo Hsing-Fu ( arte delle forme e delle situazioni).
Ho già narrato, in altri post, dello Ying-Yang, il Feng-Shui ne è parte integrante.
L’ estetica del paesaggio disposto secondo i criteri del Feng-Shui viene ad integrarsi nell’ armonia cosmica delle virtù di chi è capace di coglierne ed interpretarne il significato. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “3535188443”; google_ad_width = 468; google_ad_height = 60;
In Cambogia, la geomanzia, si fonda sulla ricerca della posizione del Nak, il coccodrillo sotterraneo, la cui funzione è identica sia a quella del drago azzurro o verde cinese, che alla tigre bianca.
La geomanzia era anche conosciuta e praticata da Arabi, Celti, Romani
Nella tradizione cattolica medioevale, diversi testi Arabi ed orientali furono tradotti ed interpretati da prelati, fra questi ricordiamo : Gherardo da Cremona, Tempiur,L’ astrologo Gherardo da Sabbioneta e persino lo stesso Dante cito i geomanti come dotti della cultura orientale.

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