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La “Fitna” contro la minoranza sciita che accomuna l’ISIS, l’Arabia Saudita e gli altri regimi che propagandano l’integralismo islamista


Di Salvatore Santoru

Com’è noto, l’Islam si divide in due grandi correnti, quella sunnita o “ortodossa”, e quella sciita o “riformatrice”, più le varie ramificazioni all’interno di esse.
Gli sciiti rappresentano un’esigua minoranza e sono presenti maggiormente in Iran,Iraq e sud del Libano, e sono fortemente odiati dagli integralisti sunniti in quanto “eretici”.
Storicamente, la netta divisione tra sunniti e sciiti deriva dalla sanguinosa “Prima Fitna”, uno scontro religioso interno all’Islam che iniziò, come riportato da Wikipedia, quando
il governatore della Siria, Muʿāwiya b. Abī Sufyān si ribellò all’autorità del califfo ʿAlī b. Abī Tālib rivendicando il suo diritto alla vendetta nei confronti degli uccisori del precedente califfo e suo parente, ʿUthmān b. ʿAffān(1).<

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Sunniti e sciiti nel Medio Oriente, http://www.invisible-dog.com


Tale excursus storico risulta assai importante in quanto lo scontro sunniti/sciiti, perlomeno a livello di interessi politici e clericali, non si è mai fermato e oggi è più forte che mai, ed è evidente in quanto le potenze che si considerano rappresentanti del sunnismo ( in realtà, di un’interpretazione integralista e assai distorta del sunnismo) come l’Arabia Saudita e gli altri regimi del Golfo da anni sono impegnati in una “nuova fitna” ((indiretta e diretta) verso la minoranza sciita, a partire dall’Iran e passando per l’Iraq, senza dimenticare lo Yemen, dove l’Arabia Saudita e anche Al Qaeda e l’ISIS (formazioni integraliste sunnite e ferocemente antisciite) è impegnata contro la minoranza sciita degli Houthi, con il “paradossale sostegno” degli USA, che per questioni petrolifere, difendono sempre i regimi del Golfo nonostante l’enorme distanza che separi questi regimi dal modello occidentale che teoricamente gli States sostengono di “esportare”(2).

Inchino con baciamano di Obama al Re Saudita Abdullah, http://www.loccidentale.it

Un’altro tassello importante è ovviamente la Siria, guidata dalla minoranza sciita degli alawuiti, e che i regimi del Golfo, Al Qaeda e l’Isis vogliono trasformare in un Califfato o un’emiro fondato sull’integralismo sunnita, e a tal proposito sono interessanti i proclami del noto imam saudita Sheikh Mohammam al-Arifi che ha invocato per il paese la guerra santa contro gli “infedeli” sciiti e le altre minoranze religiose come cristiani e drusi nonché contro gli sciiti Hezbollah libanesi(alleati di Assad in Siria), tutti “traditori” del presunto “vero Islam”(3).

Sheikh Mohammad al-Arifi,http://5pillarsuk.com

Non bisogna dimenticare nemmeno l’Iraq, dove dopo la fine del sunnita laico Saddam Hussein(inviso ai regimi del Golfo così come agli States) il paese venne governato dallo sciita e filoiraniano Al Maliki, e in seguito gli integralisti sunniti dell’ISIS(4)
 avanzarono utilizzando proprio il risentimento antisciita che serpeggiava nell’area, mentre prima dell’intervento statunitense perlomeno le relazioni tra sunniti e sciiti erano abbastanza buone.

Il punto principale è che in corso una vera e propria guerra da parte dell’integralismo sunnita e più specificamente delle sue correnti wahabite e salafite contro la minoranza sciita, guerra che è dichiaratamente di sterminio per quanto riguarda Al Qaeda e Isis, e meno indirettamente per quanto riguarda i regimi del Golfo, che com’è noto usano spesso le formazioni jihadiste (indirettamente o meno) per fare il “gioco sporco”, salvo cambiare idea quando ciò gli si rivolta contro.

La soluzione sarebbe quella di fermare tale situazione, partendo dalla fine del sostegno statunitense e di conseguenza europeo ai regimi del Golfo e alla loro politica neocolonialista e estremista, sostenendo semmai le forze politiche più propense al dialogo tra sunniti e sciiti e all’apertura del mondo islamico, smettendo di assecondare le mire espansioniste di Arabia Saudita,Qatar e formazioni jihadhiste il cui obiettivo è l’eliminazione, non certo per questioni umanitarie, dei regimi fondati sul sunnismo laico e/o moderato(i pur assai controversi regimi di Saddam e Gheddafi ad esempio) e in seguito la costruzione del primitivista Califfato oppure del “modernissimo” Emiro fondato sull’integralismo religioso e la discriminazione(se non l’eliminazione totale)degli islamici sunniti non integralisti, degli sciiti e delle minoranze religiose non islamiche.

NOTE:
(1)https://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_Ali-Mu%27awiya
(2)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/03/yemen-analisi-di-un-paese-nel-caos.html
(3)http://www.limesonline.com/jihadisti-sciiti-e-iran-larabia-saudita-e-la-sindrome-del-nemico/52861
(4)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/08/ecco-cose-lisis-il-gruppo-islamista-che.html

FOTO:https://platosguns.wordpress.com

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