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La distruzione della Germania nella Seconda guerra mondiale

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Di Salvatore Santoru

La Seconda Guerra Mondiale è stata una tremenda carneficina che ha portato alla morte di più di 70 milioni di persone, e dove tutti i partecipanti, in proporzioni ovviamente diverse, si sono macchiati di enormi crimini.

Nonostante se n’è sempre parlato sempre molto poco per ovvie ragioni, anche gli Alleati, considerati nel senso comune come i “buoni” del conflitto, si macchiarono di crimini giganteschi che non furono mai puniti e che non sono nemmeno conosciuti dal grande pubblico.

Inoltre, ben poco si è parlato della triste sorte che ha subito la Germania, colonizzata e frammentata dalle due più grandi potenze imperialiste dell’epoca e additata mondialmente come capro espiatorio di tutti i mali della guerra e per il passato nazista, oltre al fatto che, dal dopoguerra in poi, contro il popolo tedesco nel suo insieme è stata avviata una gigantesca campagna di stampo decisamente pregiudiziale e dai toni quasi razzisti e xenofobi.

Sopratutto, non si è mai parlato dei modi con cui è avvenuta la tanto decantata “liberazione” del paese .

Ma, recentemente qualcosa sta iniziando a trapelare nell’opinione pubblica grazie a libri e anche film, come Anonyma, che affronta il tema delle due milioni di ragazze e donne tedesche che vennero stuprate e uccise dalle truppe sovietiche negli ultimi mesi della guerra.



Tale film si basa sul libro Eine Frau in Berlin“, pubblicazione in forma anonima dei diari di una donna al tempo trentaquattrenne che di mestiere faceva la giornalista, Marta Hillers, dove viene descritto il tremendo clima di terrore, di odio e di misoginia che imperversava nella Berlino occupata, e che avrebbe dato avvio alla gigantesca campagna di femminicidio di cui si è appena parlato.

Oltre a questo fatto, ci sono da ricordare i ben più conosciuti bombardamenti che ridussero la nazione in macerie, a cominciare da quello di Dresda, un bombardamento che gli storici hanno considerato del tutto inutile, in quanto la città era priva di industrie belliche ma era solamente un’influente centro d’arte.

Secondo le stime ufficiali morirono all’incirca 120-130 mila persone, anche se si è parlato anche di 250 mila e più.



Oltre a Dresda, i bombardamenti colpirono altre sessanta città, e tra i più famosi si possono segnalare quello di Amburgo(foto) che fece più di 50mila morti, e i diversi attacchi che dal 43 al 45 su Berlino che sommati causarono all’incirca più di 40mila morti.

Stando a una stima ufficiale fatta negli anni 70, il bilancio dei bombardamenti sulla Germania fu di 650mila morti e 10milioni di senzatetto, ma tale cifra potrebbe anche essere stimata al ribasso, contando il fatto che il numero delle vittime di diversi bombardamenti è ancora discusso e ultimamente si sono scoperte nuovi elementi(foto, bombardamento di Dessau).

The allied destruction of Dessau, Germany, 1945

Inoltre, un’altro fatto poco conosciuto al grande pubblico è quello relativo ai campi di concentramento istituiti dagli Stati Uniti e dall’URSS in Germania subito dopo l’occupazione, campi in cui venivano internati non solo soldati, ma anche molti civili, tra cui diverse donne e bambini.

Nella Germania occupata dai sovietici, furono istituiti 10 cosiddetti “campi speciali”(Speziallager) in cui venivano internati individui accusati di essere nazisti, ma sopratutto individui ritenuti ostili al socialismo e al sistema sovietico che era stato imposto.



Secondo una comunicazione del Ministero Sovietico del 1990, in tali campi furono internati, dal 1945 al 1959, circa 122mila tedeschi, e ne morirono 42.889, ma ovviamente tali cifre non sono sicure, vista sia la parzialità della fonte, sia il fatto che su questa vicenda si conosce ancora pochissimo.

Per quanto riguarda i campi di concentramento istituti dagli USA, secondo un articolo di Repubblica del 1992, si stima che morirono circa un milione di persone in essi.
Inoltre, in tale articolo sono riportate anche le affermazioni di un capitano francese del 3° Reggimento Fucilieri Algerino, che il 27 luglio 1945 a Dietersheim visitò uno dei campi di concentramento per prigionieri tedeschi ( visto che cinque campi di prigionia erano stati “passati” dagli USA ai francesi), secondo cui tale campo era popolato da scheletri viventi, e ricordava “Buchenwald e Dachau”.. (nella foto campo di Remagen).

Sui cosiddetti “altri lager”, recentemente sull’Huffington Post è stato scritto un articolo molto interessante, che riporta gli studi dello storico canadese James Bacque, che avvalendosi di numerose testimonianze orali e archivistiche nonché della collaborazione dello storico militare Ernest Fisher Jr, portò alla ribalta tale tematica con la pubblicazione del libro “Other Losses”, pubblicato in Italia nel 1993 con il nome di “Altri Lager”.

Da segnalare anche le politiche di repressione messe in atto da parte degli contro le ultime sacche di resistenza popolare, non necessariamente legate al nazismo. 

Particolarmente dure furono le misure repressive contro i “Werwolf“, un’organizzazione di guerriglieri volontari composta perlopiù da ragazzini e ragazzine, che nonostante le loro giovani età non furono risparmiati dagli angloamericani, tanto che come riporta Wikipedia, essi stabilirono che “ogni combattente Werwolf catturato dovesse essere fucilato sul posto”in quanto furono considerati “non come membri di una milizia partigiana, ma come spie (anche perché non agivano in divisa), e quindi passibili di fucilazione immediata”.



Difatti, come riporta ancora Wikipedia anche ragazzini di 12 anni subirono processi e condanne, e due ragazzi di 16 e 17 anni furono condannati a morte, e  c’è da segnalare che l’8 aprile del 1945 Budeburg, uomini della 116 Divisione Corazzata furono fucilati, senza processo, dai soldati dell’esercito americano a seguito della scoperta di volantini del Werwolf che invitavano alla che invitavano alla resistenza.

Ci sarebbe anche da parlare della deportazione di migliaia di prigionieri di guerra tedeschi, che vennero internati in diversi campi di concentramento negli Stati Uniti e nell’Unione Sovietica, ma questo è già un’altro discorso che esula dal tema qui trattato.

Per concludere, c’è da dire che la sorte riservata alla Germania da parte dei vincitori fu indubbiamente ed eccessivamente dura, visto che fu deciso di punire, con lo sterminio di milioni e milioni di innocenti, e  con la divisione tra Est e Ovest avvenuta nel dopoguerra, un’intera nazione e popolo, incolpati collettivamente per i crimini del nazismo, mentre per i crimini citati, diversi dei quali minimizzati o nascosti per lungo tempo, non c’è stata ancora nessuna condanna e nessuna Norimberga.

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