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La bufala del referendum sulla legittima difesa che gira su WhatsApp

Di Salvatore Santoru
In questi giorni, stando a quanto riportato da “la Stampa”(1), sta girando su alcuni gruppi di WhatsApp  “un invito a firmare un «referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni». L’obiettivo sarebbe quello di “aumentare le pene per chi viola il domicilio e «negare il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o agli eredi in caso di morte ladro».
Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, “si tratta di una mezza bufala: nonostante quello che purtroppo riporta anche qualche testata nazionale, non esiste in Italia la possibilità di votare un referendum di questo genere. L’istituto giuridico del referendum, in Italia, prevede due principali tipologie: quello abrogativo, per cancellare una norma o una sua parte (come quello votato il 17 aprile sulle trivellazioni) e quello costituzionale per approvare o respingere una riforma della Costituzione (come quello che dovremmo votare in autunno). A questi si aggiungono quelli, regionali, comunali e provinciali, su questioni legate alle amministrazioni locali o alle fusioni tra enti.”
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