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La bontà non è sinonimo di “buonismo”, sia nella vita quotidiana che nella politica




Di Salvatore Santoru
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br />Si parla spesso e volentieri del cosiddetto “buonismo”, sia nel campo della psicologia che in quello della politica.
Secondo la psicologia, il “buonismo” non è altro che “forma narcisistica della bontà che inquina il carattere”(1) e a volte viene considerato anche come una strategia di manipolazione.
In parole povere, l’atteggiamento “buonista” è una maschera di falsa bontà e falso altruismo tramite cui si nascondono i reali interessi, spesso ben poco “buoni”.
In politica, il termine è stato fortemente utilizzato sulle discussioni legate all’immigrazione, per indicare quei discorsi apparentemente “umanitaristi” e “solidali” di certa sinistra “progressista” egemone in Europa, discorsi che dietro l’apparente interesse per i più deboli, nascondevano e nascondono spesso e volentieri interessi economici(si pensi a certe “coop rosse” e ai legami con i partiti dell’area in Italia o a vicende come quella di “Mafia Capitale”2) e politici, di convenienza elettorale e così via.

Sino a poco tempo fa il discorso “buonista” è stato abbastanza forte, e semplicemente consisteva nel portare avanti determinati interessi  e al contempo demonizzare, utilizzando una sofisticata e pervasiva strategia manipolatrice, qualunque critica alla pessima gestione delle politiche sull’immigrazione equiparandola alle becere posizioni razziste/xenofobe e facendo in modo di innescare(indirettamente o meno) una “guerra tra poveri” tra i deboli autoctoni e i migranti/profughi (resi “oggetto” e falsamente idealizzati).

Ovviamente, per l’ideologia “buonista” i diritti dei migranti erano e sono solo un pretesto per mere questioni di potere politico/economico, e non hanno nulla a che vedere con la vera solidarietà e il vero umanitarismo che ogni giorno migliaia di individui e associazioni portano avanti per i migranti/profughi, così come anche per i deboli autoctoni.

Difatti, c’è una bella differenza tra la bontà e/o l’essere realmente buoni e la maschera “buonista”, così come c’è tra la vera solidarietà e il vero umanitarismo e l’ideologismo “buonista”.

Per un mondo realmente libero e armonioso, ci sarebbe un forte bisogno di vera bontà e persone buone invece che di facili e falsi “buonismi”.

NOTE:
(1)http://www.riza.it/psicologia/tu/3060/il-buonista-fa-male-a-se-e-agli-altri.html
(2)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/12/mafia-capitale-e-il-business.html

FOTO:https://liberthalia.wordpress.com

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