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Iraq, il portavoce al governo iracheno denuncia 100.000 vittime per mano degli Usa

Il portavoce del governo, Ali al Dabbagh, denuncia il bilancio dei morti della campagna militare Usa in Iraq
“I carri armati americani si muovono come se passassero sui cuori e sulle anime degli Iracheni”. Questa le parole del portavoce del governo di Baghdad, Ali al Dabbagh, rilasciate in un’intervista alla televisione di Stato, in coincidenza con l’arrivo del vice presidente degli States, Joe Biden, in visita nella capitale per il completamento del ritiro delle truppe dal Paese.

Manca poco ormai alla fine della presenza statunitense sul territorio iracheno, assicura Joe Biden, ma il bilancio dell’invasione degli Stati Uniti pesa ancora moltissimo sulla coscienza del popolo iracheno. Secondo le stime più prudenti, sarebbe di almeno 110 mila il numero delle vittime rimaste coinvolte nella guerra che nel 2003 portò alla caduta di Saddam Hussein.
“La presenza americana in Iraq ha causato molto danno al Paese”, ha dichiarato Dabbagh, denunciando “la morte di centomila iracheni per mano di soldati Usa”. Intanto gli attentati che si susseguono in Iraq continuano a minare la stabilità politica e civile del territorio. Secondo il rapporto mensile dei ministeri della Difesa, dell’Interno e della Salute, è di 187 morti e 325 feriti il calcolo delle vittime nel corso del mese di novembre.

Da Peace Reporter

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