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Inghemasiyoun ISIS Senza categoria terrorismo islamico

Inghemasiyoun:le truppe scelte dell’ISIS che combattono fino alla morte

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/isis-il-segreto-del-successo-truppe-scelte-combattono-fino-alla-morte_2121226-201502a.shtml

Estremisti fanatici e ultradisciplinati, si infiltrano nelle città di Iraq e Siria, scatenano il caos, combattono fino alla morte indossando cinture esplosive con cui si fanno saltare davanti ai loro nemici. Sono gli “Inghemasiyoun”, l’avanguardia dell’Isis, le truppe scelte capaci di tutto, che preparano il terreno all’avanzata dello Stato Islamico.

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Sono una sorta di esercito parallelo speciale, che si affianca alleforze regolari degli estremisti, a cui si devono scioccanti imprese sui campi di battaglia. Un recente video diffuso online dal gruppo mostra una unità mentre si prepara a lanciare un attacco sulla città di al-Sukhna, nel centro della Siria.

“Vinca il martirio”, urlano i combattenti, che indossano bandana blu, riuniti in cerchio intorno al loro comandante, giurando la loro lealtà a Dio e promettendo che mai si allontaneranno dalle loro promesse. 

“Il loro scopo è quello di scatenare il caos e poi di far scattare l’offensiva sul territorio”, spiega Redur Khalil, portavoce delle Unità statunitensi di protezione del popolo curdo. Khalil ha guidato una serie di azioni militari di successo contro l’Isis in Siria. 

Nonostante sia più noto per le sue orrende brutalità, l’Isis ha dimostrato di essere una forza militare molto ben organizzata,flessibile e ben addestrata a combattere, come assicurano le forze militari irachene e gli ufficiali dell’intelligence, oltre ai comandanti curdi attivi sul fronte siriano. 

Le tattiche sono spesso improvvise e inattese. Capita per esempio che utilizzino una tempesta di sabbia per coprire un attaccooppure un cecchino solitario che si lega sulla cima di una palma per sparare sulle truppe che passano sotto di lui. Le sue forze passano da battaglie convenzionali a una vera e propria guerriglia, utilizzata spesso per usurare i nemici prima di piombare sul territorio con masse di combattenti, appoggiati da blindati e talvolta anche forze d’artiglieria per conquistare il territorio. I combattente includono anche kamikaze, utilizzati per rompere le linee e demoralizzare i nemici. Di recente, hanno potenziato i veicoli blindati utilizzati negli attacchi per evitare che colpi d’arma da fuoco o esplosivi uccidano il conducente. 

Queste strategie sono state portate anche su nuovi fronti di battaglia, facendo la loro comparsa in Egitto la scorsa settimana, nel drammatico attacco di un gruppo di militanti legati all’Isis contro l’esercito nella penisola del Sinai.

Andreas Krieg, un docente al King’s College di Londra che ha lavorato con i miliziani curdi dell’Iraq, spiega che i comandanti locali dell’Isis ricevono ordini stragegici, ma sono lasciati liberi di agire nel momento in cui vedono la possibilità di realizzarli. Si tratta di un forte contrasto con la rigida gerarchia militari di Iraq e Siria, dove gli ufficiali spesso temono di agire senza l’approvazione diretta dei loro superiori.

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