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In Indonesia la pittura rupestre più antica del mondo

In Indonesia la pittura rupestre più antica


Un cinghiale primitivo. E’ questo il più antico disegno rupestre sul Pianeta. Risale a ben 40mila anni fa ed è stato scoperto in Indonesia. E’ inoltre un disegno estremamente creativo, con pitture di animali e mani umane che si intrecciano. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “1767390444”; google_ad_width = 300; google_ad_height = 250; Un tesoro d’arte per il gruppo di ricerca dell’università australiana di Griffith e del centro di Scienze archeologiche dell’università di Wollongong che lo hanno riportato alla luce.

Le pitture rupestre più antiche in una grotta indonesiana

Proprio utilizzando la tecnica all’uranio per verificare la datazione dei reperti, i ricercatori hanno cominciato ad analizzare i dodici disegni di mani e animali scoperti nella grotta indonesiana e sono giunti così alla conclusione che avevano appunto tra le mani, è il caso di dirlo, un tesoro.
Rappresenta un babirussa, una specie di cinghiale molto primitivo, disegnato con grande accuratezza di particolari, con i dettagli delle zampe e la coda a riccio. “Questi disegni sono tra i più antichi mai rinvenuti – osserva Aubert – e il babirussa è uno dei primi animali che l’uomo abbia mai disegnato”.

Vere e proprie forme d’arte mai viste prima

Ma a colpire sono la bellezza, la tecnica usata, mai prima d’ora analizzata e verificata per altre pitture rupestri. Insomma, si pensava che fossero opera di uomini “primitivi” senza gusto estetico, invece questi disegni sulla roccia dimostrano che proprio i primitivi avevano una straordinaria sensibilità artistica.
Si riteneva, inoltre, che le pitture rupestri europee fossero anche le uniche, invece Nature – su cui è stata pubblicata la scoperta – indica che pitture molto simili e altrettanto antiche esistono a 13.000 chilometri di distanza, proprio nell’isola di Sulawesi.

Si aprono nuovi scenari sul mondo primitivo

Queste pitture che decoravano le grotte indonesiane erano già state scoperte negli anni ’50, ma, per oltre 60 anni, si è creduto che non avessero più di 10mila anni. La nuova datazione ha, dunque, qualcosa di a dir poco sorprendente. Che porta ad un’altra consapevolezza di quel che poteva essere l’arte figurativa nella preistoria.
Adesso, secondo gli esperti, sono necessarie nuove ricerche per capire se quelle espressioni artistiche fossero un patrimonio comune a tutte le società primitive o se ogni popolazione avesse sviluppato una forma d’arte indipendente dalle altre.

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