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Impero USA: guerre all’estero e violenza interna

Di Marzio Castagnedi

In un precedente articolo avevamo riassunto la quantità di guerre fatte dagli Stati Uniti da quella in Corea del 1950-53 in  poi. Una caterva, tra guerre pluriennali  vere e proprie, invasioni, bombardamenti. Del resto gli Usa, nei loro 230 anni di esistenza, sono la nazione che ha fatto largamente piu guerre di qualunque altra al mondo. Negli ultimi vent’anni gli Usa sono stati in guerra sempre. Prima guerra del golfo contro l’Irak, massici bombardamenti su Serbia e Kossovo, poi seconda guerra e invasione dell’Irak, dal 2001 undici anni di guerra in Afganistan.Il risultato raccolto? Conquista di territori sia pure con molta instabilità, nuove basi militari, controllo di petrolio. Ma anche Ferro e fuoco,piogge di bombe e missili, stragi e distruzioni in un mare di sangue versato da centinaia di migliaia di vittime moltissime civili, e inoltre non pochi caduti  tra i militari propri (almeno  6500 marines tra Irak e Afganistan ) e oltre 1500 nella coalizione occidentale compresi, come ben sappiamo, un’ottantina di militari italiani. La domanda che poniamo ora è se a questa grande violenza “da esportazione”, gli Usa ne accoppiano anche una interna e intestina politica o “civile” che sia. La risposta è si, e che andiamo a supportare con dati e fatti. L’omicidio John Kennedy è il primo e più clamoroso fatto. JFK venne assassinato a Dallas a metà novembre del 1963 da un complotto politico-mafioso contro un presidente che, per esempio, non voleva la guerra in Vietnam e quindi odiato dai circoli che avevano interessi nel sistema industrial-militare. L’uccisione di Kennedy è proprio “la madre di tutti gli 
omicidi politici” avvenuti nel mondo dopo la seconda guerra mondiale. Tuttavia ll rapporto ufficiale tuttora vigente è quello della commissione Warren. Una cosa ridicola, smentita da decine di inchieste, documentari e film a partire proprio dal JFK girato da Oliver Stone.La storia ufficiale vede ancora come 
colpevole un uomo solo (Lee Oswald) che avrebbe sparato con un fucile a colpo singolo(!), cioè da ricaricare ogni volta, 3 proiettili alla testa di Kennedy che si allontanava a 40 km/ora sull’auto scoperta. I colpi mortali invece vennero sparati dal muretto che stava di fronte al procedere dell’auto, cioè da 
postazione ben piu favorevole e i tiratori segreti erano due. 

La sceneggiata ufficiale poi prosegue con la cattura poco dopo di Oswald nacosto dentro un cinema, e l’ex marine con moglie russa e simpatie cubane ( un killer più “perfetto” di così non potevano inventarlo) viene poi ucciso da Jack Ruby il giorno dopo mentre viene tradotto da due sceriffi.E’ sufficiente vedere quello storico filmato e vedere che Ruby esita tre secondi prima di far fuoco, e guardare la faccia stravolta dello sceriffo che trattiene Lee Oswald ammanettato. Sembra che dica: Dai Ruby, che fai, non spari?. “Protetto” dalla Cia, poi Jack Ruby morì, guarda caso, di malattia nel 1967 poco piu che cinquantenne .(A proposito, piu di 30 testimoni di quei fatti morirono in incidenti vari nei mesi seguenti all’omicidio di John Kennedy). Altro che rapporto   Warren!  In  pochi anni successivi,tra il 65 e il 68, vengono assassinati negli Stati Uniti i leader neri Malcom X, a New York, e il reverendo Martin Luther King, a Memphis, e Robert Kennedy a Los Angeles. Bob, il minore dei Kennedy, gia ministro della giustizia, era anche candidato favorito alle presidenziali. E’ per questa forsennata serie di omicidi politici (comprese anche le morti in conflitti a fuoco con la polizia di decine di attivisti delle Blak Panthers per i diritti civili dei neri americani) che alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 due atleti americani neri, medaglie d’oro e d’argento nei 200 m, che si chiamano John Carlos e Tommy Smith, alla premiazione “salutano” la bandiera a stelle e strisce a testa bassa e alzando invece il pugno guantato di nero in segno di lutto e di lotta. Fu polemica, ma          

anche quella è una sequenza storica in tv.Gli anni 1960 furono durissimi negli Stati Uniti perchè avvennero anche diverse rivolte durate giorni in varie città americane, sempre per motivazioni di discriminazioni e violenze razziali contro la minoranza povera dei cittadini neri e di colore in genere. Vi furono 34 morti a Watts, 26 a Newark,43 a Detroit,46 nei disordini dopo l’assassinio di Luther King. Ma anche negli anni 80 non macarono battaglie nelle città americane. Come a Miami con 18 uccisi in una notte: tutta gente di colore che si ribellò all’ assoluzione di due poliziotti (bianchi) della stradale che 
uccisero un automobilista (nero). Nel 91 ci fu il caso  Rodney King bastonato quasi a morte da una torma di poliziotti di Los Angeles, ma una videocamera di un residente filmò il pestaggio e il tutto arrivò in tv. Ancora a Los Angeles poco tempo dopo altra rivolta nei quartieri popolari: 52 uccisi, centinaia di incendi, assalti centri commerciali.Tutte queste cronache fanno parte della “più grande democrazia del mondo”, come si usa dire. Ma c’è ancora dell’altro: le stragi non politiche, quelle per motivi piu futili o per follia pura. Nel 1978 tale Jim Jones (uno delle migliaia di “reverendi”di sedicenti chiese o sette) convogliò 900 suoi “fedeli” in viaggio fino in Guyana e li convinse a suicidarsi tutti. Nel 71 avvenne una cruenta rivolta nel carcere di Attica (N.Y:) Intervento armato e duro di polizia  e45 morti tra cui 1o secondini. Nell’aprile ’93 avviene un’altra tragedia, a Waco (Texas) in una delle 





tantissime comunità para-religiose che trovano posto negli States. Sono i Davidiani, vivono isolati e sono armati. L’FBI li assedia per due settimane, sparatorie per ore e incendio finale:bilancio 80 morti  e centinaia di ustionati. Negli anni 2000 prendono corpo negli Stati Uniti le” stragi di follia”, apparentemente senza motivazioni di alcun tipo. E’ violenza pura, come quella dei ragazzi che entrano armati nelle scuole e  si mettono a sparare.Tra i fatti piu gravi, il famoso “boowling” del liceo di Columbine, in Colorado, Due ventenni taciturni e vestiti di nero ammazzano 12 studenti e un  prof.  
All’università della Virginia, cinque anni fa, altro studente fuori di testa entra con due pistole e 4 caricatori e ammazza 33 persone lui compreso. Insomma, queste sono, nella loro quantità, ampletezza e rapida frequenza, purtroppo sorie tutte americane. Ormai il tizio  che fa sei morti in mezz’ora non fa quasi  nemmeno piu notizia, a meno, come accaduto lo scorso anno in Arizona, che non vi sia coinvolta persona nota, come fu  per una congressista democratica. Accorse anche il pres. Obama di persona. Insomma una lunga e cruda lista di dati e di fatti violenti e nessuno si diverte a elencarli. E’ semplicemente cronaca. E realtà di cronache di storie americane. Secondo noi c’è relazione tra la violenza “d’esportazione” degli Usa (le guerre continue, contro nemici veri o presunti, ma tante guerre contemporanee e molto sanguinose) e la guerra “interna” di un paese di 320 milioni di persone. E’ vero, dati statistici alla mano, che in anni più recenti la criminalità mafiosa e gangsteristica specifica in metropoli come Ney York o Los Angeles è calata e ci sono meno morti ammazzati dei decenni scorsi. Ma il grande paese rimane tuttavia piuttosto violento, se è vero che in molte scuole ,licei sopratutto, 
all’ingresso si deve passare sotto il metal-detector e ci sono almeno un  paio di poliziotti di servizio che hanno in dotazione le pistole che sparano i dardi elettrici. Non sono mortali, ma qualcuno un po’ agitato ha assaggiato anche queste. Forse il paese piu ricco e potente del mondo, ancora per adesso,ha un po troppi angoli scuri nella mente: è il maggior consumatore di droghe del mondo e il violento far West descritto da migliaia di film forse è ancor troppo storicamente vicino, così come permane una visione muscolare e “culturista” della vita e della società. Dicevamo nel precedente articolo che la spesa militare Usa è enorme e superiore a quella di tutto il resto del mondo messo 
assieme. Nel mercato interno i videogoichi violenti hanno totalizzato vendite annuali per 23 miliardi di dollari, molto ma molto piu di tutto il mercato della musica e del cinema.ecc.  Vorrà pur dire qualcosa anche questo dato, riguardo gli angoli oscuri dell’anima americana.  Nota finale. Non troverete quasi nulla di quanto qui descritto nei TG delle tv italiane. Ora sugli Stati Uniti torme di corrispondenti (la Rai ne tiene sette ) raccontano qualche cronaca, molto gossip e vecchio folclore, ma documetari approfonditi sulla reltà violena degli Usa restano negli archivi degli anni 60 e 70 dello scorso secolo. Si vede di piu nel cinema in certti film o documentari come quelli di Mickael Moore o in certi programmi tv sensazionalistici come nella serie ” Real Tv” incentrata su disgrazie,crimini e violenze nel mondo. Metà di quei programmi erano costituiti da riprese di ardimentosi cameraman al seguito di pattuglie di polizia e sceriffi specie di notte in varie città e contee statunitensi. Siamo a fine luglio 2011 e si parla tanto del possibile “default” economico del bilancio e del debito degli Usa tra pochi giorni. Il mondo un po trema,chiissà come andrà. Al momento in cui scriviamo non lo possiamo sapere. Gli Usa però rimangono di sicuro con un “default” storico degli ultimi 50 anni sul piano di una specie di fallimento civile e culturale che i dati e i fatti reali qui riportati ( e sono solo una parte ) dimostrano senza possibili incertezze. Guerre all’estero e violenze in casa. Così dicono dati e fatti storici e di cronaca.


Da Radio Città Aperta

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