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Il tragico incidente di Roma, il padre del colpevole intervistato nel campo nomadi della Monachina: “Ero io alla guida di quell’auto” Del Debbio: “Ma lei è sbronzo”



Di Sergio Rame

Nessuno sa dove sono, nessuno riesce a contattarli. I due ricercati che mercoledì sera erano a bordo dell’auto che ha ucciso una 44enne filippina e ferito altre otto persone alla fermata dell’autobus sembrano essersi volatilizzati nel nulla anche se al campo della Monachina, dove risiedono, sono sicuri che presto si consegneranno.
Almeno così dice la sorella del 16enne marito della ragazza di 17 anni arrestata ieri ed interrogata oggi dal giudice che ne ha convalidato l’arresto, con l’accusa di concorso in omicidio volontario.

La stessa che pende sulle teste del giovanissimo sposo e dell’altro passeggero che la sera di mercoledì era sull’auto piombata a folle velocità sul gruppo di persone alla fermata dell’autobus.
Gli investigatori escludono che il passeggero – come invece affermato dai familiari – sia il padre del ragazzo, che proprio ieri sera, in collegamento con Dalla vostra parte, si è autoaccusato dell’incidente. Intervistato da Paolo Del Debbio in collegamento dal campo rom della Monachina, Bato Halilovic ha negato infatti ogni responsabilità del figlio e della ragazza (guarda il video).
Ma nel racconto del rom sono emerse una caterva di contraddizioni. “Ero io alla guida dell’auto – racconta ai microfoni di Rete4 il padre di Antony, il minorenne fuggiasco – volevo andare verso Monte Mario, mi sono fermato in due o tre bar, come fanno gli zingari e i rom, che fanno festa. Ero un po’ ubriaco”. Un racconto segnato da un’interruzione dopo l’altra, dai silenzi prolungati e da una voce impastata. “Mi sente?”, ripete più volte l’uomo. E Del Debbio: “Sì, purtroppo sento tutto”.
In collegamento con Dalla vostra parte, Bato è in evidente stato di ebbrezza. In studio monta il brusio dei presenti. Il rom, però, continua per la sua strada: “Mi dispiace per il casino che ho fatto. Pure io sto male, ho il pacemaker e ho problemi al cuore, ai polmoni, ai reni”“Invece – replica a stretto giro Del Debbio – la signora filippina è morta”. Quindi, il giornalista chiede al rom di dire, una volta per tutte, dove si nasconde il figlio. “Non lo so – continua Bato – perché, quando mi sono girato… mia nuora stava davanti con me, anzi no, stava dietro. E mio figlio stava accanto a me. È scappato. Forse è stato arrestato, non so”.“No – lo zittisce Del Debbio – suo figlio non si fa trovare”. Di contraddizione in contraddizione, Bato dice che il figlio nè passato dal campo rom nel pomeriggio, ma assicura anche di non averlo incrociato.
Dopo l’intervista, Del Debbio passa la linea ai residenti di Primavalle. Le telecamere diDalla vostra parte, però, indugiano nuovamente su Bato che dorme sulla poltrona. Tanto che, quando viene lo studio si collega nuovamente con il campo rom, Del Debbio chiede:“Si è svegliato il nostro? Vedo che sono ancora evidenti i segni della sbronza dell’altra sera…”.

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