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Il caso:il controverso testamento politico di Hitler e le affermazioni di condanna al colonialismo:”le razze bianche hanno dato,naturalmente, alcune cose agli indigeni, i doni peggiori che potessero fare, e cioè i flagelli del nostro mondo moderno”




 Premessa e precisazioni

C’è da segnalare che le affermazioni contenute in tale estratto e facilmente reperibili in diversi siti web, tra cui Wikipedia inglese, devono essere verificate meglio e per ora prese con le pinze, a causa delle controversie sul testamento politico di Hitler, di cui oltre la versione originale, la più famosa trascrizione è quella tradotta da Francois Genoud, con introduzione dello storico Hugh Trevor-Roper, e che è stata considerata contenente diverse affermazioni  inventate e aggiunte, oltre alla trascrizione della versione originale.
Detto questo, l’estratto che si leggerà di seguito risulterà molto interessante dal punto di vista della curiosità e della ricerca storica nonché sarà apparentemente sorprendente, ed è da leggere senza pregiudizi per finalità storiche e non ideologiche/politiche, non dimenticando,naturalmente, ciò che ha rappresentato e fatto il regime nazista durante il tragico periodo degli anni 30 e 40 del XX secolo.

Comunque sia, buona lettura.

Salvatore Santoru
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/


Estratto da:http://neri2004.altervista.org/parte_3.htm

Uno sguardo alla storia, antica e moderna, dimostrerà che le imprese oltremare hanno sempre, alla lunga, indebolito coloro i quali le intrapresero. Tutti alla fine sono rimasti spossati dai loro sforzi; e, come è nella inevitabile natura delle cose, tutti hanno dovuto soccombere a forze da essi stessi generate o da essi stessi ridestate. Quale esempio migliore di ciò di quello dei greci? Quel che fu valido per gli antichi greci rimane ugualmente valido per tutti gli europei dei tempi moderni.




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 Per prosperare, un popolo deve concentrare gli sforzi sul proprio paese. L’attento esame di qualsiasi periodo ragionevolmente lungo della storia rivelerà fatti che confermano la verità di questa tesi. La Spagna, la Francia e l’Inghilterra sono rimaste tutte indebolite, devitalizzate e svuotate in queste inutili imprese coloniali. I continenti ai quali la Spagna e l’Inghilterra diedero l’avvio e che esse crearono pezzo per pezzo hanno oggi acquistato un sistema di vita del tutto indipendente e un modo di vedere completamente egoistico. Ciononostante non sono altro che mondi artificiali senza un’anima, una cultura e una civiltà proprie; e giudicati da tale punto di vista, non costituiscono altro che escrescenze. È possibile, naturalmente, richiamarsi ai successi conseguiti nel popolare continenti un tempo deserti. Gli Stati Uniti e l’Australia costituiscono validi esempi di ciò. Successi, certo, ma soltanto sul piano materiale. Si tratta di edifici artificiosi, di corpi senza età, dei quali è impossibile dire se si trovino ancora nell’infanzia, o se siano già stati raggiunti dalla senilità. Nei continenti già abitati, l’insuccesso è stato ancor piú accentuato. 

In essi, le razze bianche hanno imposto con la forza la loro volontà e l’influenza esercitata sugli indigeni è stata trascurabile; gli Indú sono rimasti Indú, i Cinesi sono rimasti Cinesi, e i Musulmani sono sempre Musulmani. Non si è avuta alcuna trasformazione profonda, e i mutamenti determinatisi sono meno accentuati nella sfera religiosa, che in ogni altra, nonostante gli sforzi tremendi dei missionari cristiani. 

Si sono avute poche sparse conversioni, sulla cui sincerità è lecito nutrire forti dubbi, tranne forse nel caso di pochi individui ingenui e mentalmente deficienti. 

Le razze bianche, naturalmente, hanno dato alcune cose agli indigeni, i doni peggiori che potessero fare, e cioè i flagelli del nostro mondo moderno: materialismo, fanatismo, alcoolismo e sifilide. Per il resto, poiché questi popoli possedevano qualità proprie, superiori a qualsiasi cosa potessimo loro offrire, essi sono rimasti essenzialmente immutati.

Là dove fu tentata l’imposizione con la forza, si ottennero risultati ancor piú disastrosi, e il senso comune, nel rendersi conto della futilità di tali provvedimenti, dovrebbe vietarne l’adozione. Un unico successo deve essere riconosciuto ai colonizzatori: ovunque essi sono riusciti a destare l’odio, un odio che incita quei popoli, strappati da noi al loro sonno, a sollevarsi e a scacciarci. Invero, sembra quasi che siano stati ridestati unicamente a tale scopo! Chi può asserire che la colonizzazione abbia accresciuto il numero dei cristiani nel mondo? Dove sono quelle conversioni di masse che attestano il successo dell’Islam? Qua e là si riscontrano gruppetti isolati di cristiani, ma di nome piú che per convinzione; ed ecco tutti i successi di questa magnifica religione cristiana, la custode della suprema Verità! Prendendo in considerazione ogni fattore, la politica coloniale dell’Europa si è conclusa con un completo insuccesso.

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