Crea sito
analisi Assad Internazionale ISIS islamismo radicale Medio Oriente Obama politica Rivolte in Siria Senza categoria Siria terrorismo islamico

Il punto della situazione sulla Siria



Di Salvatore Santoru

Recentemente il mondo è stato scosso dalla tremenda esecuzione del giornalista statunitense James Foley da parte dei terroristi dell’ISIS.<

br />


Il maggior sospettato dell’omicidio è il terrorista 23enne Abdel-Majed Abdel Bary,
in passato rapper discretamente conosciuto in Gran Bretagna, le cui canzoni venivano trasmesse anche dall’emittente radiofonica di proprietà della BBC, BBC Radio One.



In passato Abdel era già diventato noto per aver pubblicato su Twitter una foto che lo ritraeva con in mano una testa mozzata, e ancora prima per essere stato torturato da parte dei terroristi islamisti legati al Fronte Al Nusra ( “legione di Al Qaeda in Siria ), con cui l’ISIS si contendeva e contende il controllo del territorio e il monopolio della rivolta islamista contro il governo di Assad.
Di questi due ultimi episodi ne avevo già parlato in un recente articolo, che trattava del ruolo avuto dall’ISIS e dai terroristi esteri nella destabilizzazione della Siria.

Bary walked out of the family home last year in order to join rebels fighting in Syria. Since then he has been tweeting under the names 'Terrorist' and 'Abu Klasnikov' though his account in now suspended

Difatti, Abdel è uno dei tanti terroristi che hanno scelto di arruolarsi nell’internazionale islamista per combattere il governo di Assad, e disintegrare la Siria.




Altri casi noti sono quelli del terrorista ISIS e rapper di origini ghanesi ma residente in Germania Deso Dogg, ucciso in Siria dal clan rivale di Al Nusra, o del terrorista di origini arabe ma residente in Australia Khaled Sharrouf(anch’egli ISIS), il quale su Twitter aveva postato una foto in cui raffigurava il figlio di sette anni ( vestito all’americana, con capellino da baseball e orologio di plastica al polso), con in mano la testa mozzata di un’individuo che il criminale aveva appena ucciso,o ancora di Mohamed Merah, il serial killer di origini algerine residente in Francia, che si era reso responsabile di una tremenda strage in una scuola ebraica di Tolosa, uccidendo quattro civili, tra cui tre bambini, e quattro militari, e che poco tempo prima aveva combattuto tra le fila dei “ribelli” islamisti in Siria.

Vedendo i tanti terroristi stranieri presenti nell’ISIS e nelle fila dei “ribelli” islamisti in Siria, verrebbe da pensare che la stessa ISIS e molti gruppi attivi nella cosiddetta “rivoluzione siriana”, non siano altro che bande di mercenari perlopiù di origine straniera, il cui scopo sia quello di fare il lavoro sporco per precisi interessi di potere e dominio nell’area.

967786_642219379202697_646102299_n

Tra l’altro, come ha ricordato il giornalista Maurizio Molinari su un articolo pubblicato sul quotidiano “la Stampa”, l’ISIS risulta essere il gruppo terrorista più ricco del pianeta, con un tesoro di oltre 2 miliardi di dollari, e con buona parte dei finanziamenti derivati dal Quatar e dal Kuwait, due paesi da sempre alleati degli USA, i quali contro tale gruppo hanno deciso di iniziare una campagna di bombardamenti anche in Siria, oltre a quella attuale sull’Iraq.

Il giornalista statunitense Alex Kane, in un editoriale su Alternet, ha definito tale situazione “imbarazzante”, e una “grande contraddizione” il fatto che gli USA bombardino un gruppo estremista finanziato dai loro stessi più grandi alleati dell’area, come i già citati Quatar e Kuwait, e sopratutto l’Arabia Saudita, tutti paesi fortemente coinvolti nel finanziamento della “rivoluzione” in Siria.

Tale “rivoluzione” è stata sempre appoggiata dagli USA, e presentata nei mass media occidentali come un’idilliaca rivolta per la democrazia e la libertà, quando in realtà si trattava e si tratta di un’insurrezione armata, perlopiù eterodiretta, monopolizzata da gruppi islamisti e terroristi.



Obama, che oggi parla di “estirpare il cancro del terrorismo” dal mondo, sino a pochi giorni fa tollerava e sosteneva il terrorismo nella stessa Siria, tanto che aveva finanziato e armato tali gruppi, in quanto utili nella destabilizzazione di un paese visto come ostacolo ai progetti di dominio nell’area da parte degli USA.



Inoltre aveva già deciso per un’intervento militare nella stessa Siria a favore di tali gruppi, ma il veto di Russia e Cina aveva bloccato tutto, e come riportato da Ishaan Tharoor in un articolo sul Washington Post, tradotto in italiano dal Post, tale decisione ha scongiurato il peggioramento della situazione, visto che se l’intervento fosse andato in porto, molto probabilmente la Siria sarebbe stata completamente conquistata dal terrorismo islamista.




Tra l’altro Obama aveva già finanziato e armato i terroristi di Al Qaeda in Libia, e grazie all’intervento militare fatto a marzo del 2011, ha de facto consegnato il paese in mano ad essi, tanto che ancora oggi tali gruppi si contendono il territorio in modo violento.

Ora Obama bombarda in Siria i terroristi di ISIS, che però sino a ieri sosteneva in quanto anti Assad, e voleva bombardare quest’ultimo.

Sembrerebbe che dovrebbe dare ragione e collaborare con il presidente siriano, che perlomeno il pericolo del terrorismo lo denuncia dall’inizio della la guerra civile siriana.

Difatti, come ha notato Federico Rampini su “Repubblica”, bombardare ISIS in Siria, “significa, obiettivamente, mettersi dalla parte di Assad”.

Ma sembra che tale linea difficilmente sarà seguita dal governo statunitense e dai suoi alleati.

Difatti, già il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond ha scartato qualsiasi ipotesi di collaborazione con il governo di Assad, e il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel, ha affermato che Assad è parte del problema mediorientale.



Sembra proprio che l’obiettivo di far cadere Assad e conquistare la Siria non sia stato abbandonato, solo che ora non si esprime più con il diretto sostegno ai terroristi, ma usandoli come pretesto per introdursi nel paese.

Forse ci sarà in futuro anche una breve e passeggera alleanza tra potenze occidentali e governo siriano, ma sicuramente il fine dei primi difficilmente cambierà, in quanto la Siria è un paese dal punto di vista strategico molto importante, troppo per far sì che rimanga indipendente e sovrano.



D’altronde tale strategia è sempre la stessa, ed ha funzionato alla perfezione nei confronti della Libia, solo che con la Siria le cose sono assai diverse.

Related posts

Falso in bilancio: cosa cambia (e come ritorna)

Gassmann attacca Filiberto per il tweet contro i partigiani, ma commette una “gaffe storica”

NO TIME FOR KARMA: uscire dalla ruota del dolore e del conflitto secondo Paxton Robey

informazione-consapevole