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Il porno non fa male e per certi versi fa anche bene, secondo alcuni nuovi studi scientifici

Fare sesso fa bene al corpo e alla mente, guardare porno pure e non è assolutamente dannoso come pensano molti. Stando a quanto scrive il blog Scientific American, da quando si è diffusa la pornografia online sarebbero diminuiti gli stupri e le violenze, ma soprattutto è aumentata la consapevolezza dei ragazzi rispetto alla propria personalità sessuale. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “3535188443”; google_ad_width = 468; google_ad_height = 60;
Guardando il porno si conosce e si capisce e, sostiene Melinda Wenner su Scientific American, e chi ne fa uso è spinto a riflettere anche su come si comporta. Inoltre sembra che la pornografia diventi per alcuni soggetti una sorta di valvola di sfogo
Secondo il sito guardare determinate immagini e masturbarsi diminuisce la repressione sessuale. Le donne però non sono proprio così convinte dell’effetto benefico dell’hard per tutti: il 42% delle americane si è sentita insicura durante il sesso con il partner per colpa del porno e il 39% ha detto che comunque la visione di determinati contenuti influenza l’intimità di coppia.
“E’ molto difficile trovare prove per dimostrare che la pornografia è dannosa. E ci sono dati a sufficienza per sostenere la tesi che il pornografia può far bene ai sui amanti”, conclude la rivista che tranquillizza mamme e fidanzate: chi fa uso del porno non rischia devianze.
Guardare abitualmente videoporno può rovinare le prestazioni sessuali maschili? Secondo molti medici sì, perché l’esperienza clinicasembrerebbe indicare un legame tra consumo frequente di materiale pornografico e lo sviluppo di problemi di erezione. A smentire questa ipotesi arriva però un nuovo studio della University of California di Los Angeles(Ucla) e della Concordia University pubblicato sulla rivista Sexual Medicine, che dimostra come il consumo di materiale a luci rosse non sia collegato con problemi nella sfera sessuale maschile, ma determini anzi un aumenti del desiderio sessuale.
“Molti clinici affermano che guardare materiale erotico renda gli uomini incapaci di rispondere adeguatamente in situazioni sessuali normali con le proprie partner”, spiega Jim Pfaus, ricercatore della Concordia University che ha coordinato lo studio. “Dalla nostra indagine però è emerso tutto il contrario”.
La ricerca ha analizzato i dati raccolti in uno studio precedente sugli effetti del pornosull’eccitazione maschile, mettendo questa volta in relazione il consumo settimanale di materiale pornografico dei 280 partecipanti con il punteggio da loro ottenuto nell’International Index of Erectile Function, un questionario che aiuta a valutare la salute sessuale maschile. I risultati hanno dimostrato che non esiste un collegamento tra l’utilizzo di materiale a luci rosse e problemi di erezione.
Posti di fronte a video erotici, gli uomini che facevano maggior uso di materialepornografico hanno mostrato inoltre livelli più alti di eccitazione. Secondo i ricercatori questo dato smentisce quanto ipotizzato da molti sessuologi, ovvero che vedere di frequente filmati pornografici produca una sorta di desensibilizzazione, che diminuisce il desiderio sessuale.
“Si pensa che la fruizione frequente di video porno crei problemi nella vita sessuale – continua Pfaus – ma il nostro studio suggerisce tutto il contrario. La disfunzioneerettile è causata con ogni probabilità da altri fattori conosciuti da tempo, comel’ansia da prestazioneproblemi cardiovascolari, o l’abuso di sostanze”.
Continuando a puntare il dito sul consumo di materiale pornografico per spiegare problemi di disfunzione erettile, secondo gli autori dello studio molti esperti starebbero di fatto inventando una malattia inesistente.
“Abbiamo potenti strumenti medici e interventi di psicoterapia efficaci per aiutare chi soffre di problemi di erezione”, conclude Nicole Prause, ricercatrice della Ucla e coautrice dello studio. “I nostri dati suggeriscono che inventare un nuovo problema di salute – ovvero asserire che il porno causa disfunzione erettile – per il quale non esistono terapie collaudate, è un disservizio nei confronti dei pazienti”.
Riferimenti: Sexual Medicine DOI: 10.1002/sm2.58 

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