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Il nuovo libro di Ron Paul è un manifesto contro la guerra e la spesa militare

Proponiamo in ANTEPRIMA la traduzione integrale in italiano dell’articolo Book Review: Ron Paul’s “Swords Into Plowshares”, da parte di Paul-Martin Foss (laureato alla University of the South, Sewanee, master alla London School of Economics e alla Georgetown University’s Edmund A. Walsh School of Foreign Service, è presidente e direttore esecutivo del Carl Menger Center for the Study of Money and Banking, per sei anni è stato assistente al Congresso federale degli Stati Uniti di Ron Paul), una recensione al nuovo libro Swords Into Plowshares scritto da Ron Paul (ex deputato del Congresso statunitense per lo Stato del Texas con il Partito Repubblicano, ex candidato alla presidenza statunitense nel 1988, 2008 e 2012, fondatore del Ron Paul Institute for Peace and Prosperity, da sempre promotore di una visione libertaria dell’America). (Traduzione di Luca Fusari)
Dal 17 Luglio 2015 è disponibile il nuovo libro di Ron Paul Swords Into Plowshares. E che libro!. Solo il più duro dei cuori e la mente più chiusa è in grado di leggere il nuovo libro del dottor Paul e non riuscire ad essere convinto della futilità della guerra.


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Ma quello che più ci interessa è l’argomento del dottor Paul circa la connessione tra banca centrale e la guerra. Quasi dal momento che sono state sviluppate le prime banche, i banchieri hanno finanziato le guerre del governo in cambio di privilegi da parte di quest’ultimo. Il rapporto continua ancora oggi, ma molti pochi politici l’hanno mai trattato.
Che cosa il dottor Paul ha da dire sulle banche centrali e il fare la guerra? Il libro inizia con i ricordi personali della sua vita in tempo di guerra. Esso comprende le sue esperienze personali durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua consapevolezza della possibilità di essere coscritto per combattere in Corea, e nella Air Force durante la guerra del Vietnam.
Ha incluso tra i suoi ricordi personali i suoi commenti sul razionamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Da bambino pensava che fosse il solo sistema possibile, ma la sua futura comprensione dell’economia austriaca gli ha permesso di guardare indietro a quel periodo e rendersi conto di quanto dannosa possa essere una guerra all’economia.
In particolare, ha permesso al dottor Paul di combattere continuamente contro quegli economisti che ripetono la menzogna che la spesa pubblica nella Seconda Guerra Mondiale abbia tirato fuori gli Stati Uniti dalla Grande Depressione. Al contrario, lo sforzo bellico del governo non ha fatto nulla per l’uomo comune, il sistema di razionamento ha semplicemente esteso la miseria della Depressione.
Di reale interesse è la discussione del dottor Paul di come le sue idee si siano sviluppate nel corso del tempo. Mentre le sue esperienze personali lo hanno sempre portato ad essere a disagio con l’idea della guerra, i suoi nascenti impulsi contro la guerra impiegarono parecchio tempo a manifestarsi pienamente.
Per tutta la prima metà del libro, il dottor Paul spruzza commenti sulla distruttività economica della guerra, ma il nono capitolo diventa veramente il cuore della questione. I fattori economici giocano sempre un ruolo importante nella guerra, spesso una parte cerca di ottenere un vantaggio economico rispetto ad altre e con la guerra cercare di ottenerli.
6Il dottor Paul si lamenta dello spreco delle spese militari:
«Quando sentiamo che gli Stati Uniti hanno appena speso X miliardi di dollari per i missili dei droni, dobbiamo chiederci immediatamente: ‘invece di cosa?’. In altre parole, che cosa si sarebbe potuto ottenere se quei X miliardi di dollari fossero stati spesi dagli individui che hanno guadagnato quel denaro, anziché da qualche burocrate senza nome che serve un potente interesse speciale? Dovrebbe essere evidente che lo scenario sarebbe più benefico per l’economia».
Questo rievoca la lezione del grande economista francese Frédéric Bastiat su ciò che si vede e ciò che non si vede. Troppe persone negli Stati Uniti amano i “lavori” creati dal complesso militare-industriale. Ma tutto ciò che gli appaltatori della difesa producono è hardware militare troppo caro e poco efficace, il cui obiettivo finale è quello di essere distrutto in combattimento o di andare in pensione alcuni anni dopo come obsoleto.
Quanto meglio sarebbe se, invece di produrre cose che vadano distrutte, tutti quei soldi potessero essere utilizzati per la produzione di oggetti di valore reale per i consumatori, che investono in beni strumentali che verranno curati e riparati e che produrranno cose che i consumatori realmente desiderano.
Ci sono occasionali passaggi che sembrano pessimisti, anche se forse è più un riconoscimento che ci sono così tante persone che sono diventate dipendenti dalla generosità del governo per il loro sostentamento, che sono dichiarazioni pessimistiche sul futuro.
«Anche con i grandi progressi che abbiamo fatto nella promozione dell’educazione di libero mercato dell’economia austriaca, la politica, per ora, impedisce l’attuazione in maniera pacifica e deliberata delle riforme necessarie per risolvere i nostri problemi. Il crollo del sistema è probabilmente necessario prima che le persone rinuncino alla loro dipendenza dalle soluzioni di welfare e dalla cosiddetta responsabilità del governo di ridistribuire la ricchezza. Più le condizioni odierne durano e più è probabile che scoppieranno più grandi guerre come è successo in precedenza con la Grande Depressione».
Alla fine il dottor Paul rimane però sempre ottimista e positivo circa le possibilità per il futuro.
«Una grande occasione si presenta per i veri principi del libero mercato affinché prevalgano con una transizione dal militarismo dell’impero a una politica di pace, amicizia, e commercio con tutte le nazioni volenterose».
Nel decimo capitolo, il dottor Paul entra nel cuore delle banche centrali e sull’importante ruolo giocato dalle banche centrali nella guerra. I governi possono solo prendere in prestito e tassare parecchio prima che i finanziatori cessino di prestare e i contribuenti si stanchino. Sicché i governi invitano le banche centrali a svilire la moneta finanziando le loro guerre in silenzio e, indirettamente, attraverso l’inflazione.
6Questa connessione tra banca centrale e il fare la guerra è qualcosa che molti non riescono a vedere. Molti attivisti contro la guerra non riescono a capire il ruolo che le banche centrali svolgono nel finanziamento della guerra.
Ma ci sono anche alcune persone che si oppongono alla Federal Reserve e alle banche centrali pur restando bellicose nelle loro posizioni di politica estera. Il dottor Paul argomenta circa il motivo per cui l’interventismo delle banche centrali e l’interventismo della politica estera vanno di pari passo, non si può avere l’uno senza l’altro.
Egli continua nel resto del libro ad affrontare a testa alta alcune delle popolari idee sbagliate e gli argomenti contro il non-interventismo, compresa l’adozione del vecchio epiteto di ‘isolazionismo’ che viene spesso usato dai falchi della politica estera. Egli argomenta anche contro molte delle popolari idee sbagliate che inducono la gente a sostenere ciecamente e senza pensarci gli interventisti in avventure militari.
Infine, egli fa di tutto per descrivere i molti modi in cui il militarismo e l’interventismo erodono le nostre libertà, descrivendo una serie di cose che devono avvenire in modo da tornare al governo limitato, e offrendo un buon consiglio circa come ottenerlo. C’è davvero una rivoluzione nel modo di pensare che si sta svolgendo in questo Paese, le persone stanno diventando consapevoli di come il governo sia prepotente, e il dottor Paul e le sue idee sono ancora in prima linea in quel movimento.
Anche a coloro che sono ben predisposti sulle posizioni di politica estera del dottor Paul, questo libro è una lettura rinfrescante e tonificante ed è dotato di tutti i tipi di nuovi ed utili approfondimenti. E poiché il dottor Paul scrive per il profano, questo sarebbe un libro meraviglioso da raccomandare ad amici o familiari che possono cominciare ad aprire gli occhi su quel che sta succedendo nel mondo.
Quante volte avete sentito qualcuno dire: ‘Beh, io non sono davvero sicuro di poter sostenere Ron Paul, non sono sicuro che le sue idee funzionerebbero’, o qualcosa del genere? Nessuno che si prenda il tempo di leggere questo libro con mente aperta potrebbe non essere convinto dell’opportunità del non interventismo, del governo limitato, e della vera libertà.

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