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Il mito di Lucifero e la sua complementarità con quello di Narciso



Di Salvatore Santoru

Com’è noto gli insegnamenti delle religioni organizzate, specie quelle monoteistiche, si basano sulla condanna dell’Ego e di tutto ciò che può rappresentare, in quanto l’egocentrismo è visto come allontanamento dal proprio lato divino, o in termini moderni dal proprio Sé reale.
Non è un caso che molte religioni (a partire da induismo e buddhismo) parlino di liberazione dall’Ego, e che il cristianesimo, che è stata la religione dominante in Occidente e nel mondo per lungo tempo, ha condannato ogni aspetto egoistico dell’essere umano, visto come potenzialmente “demoniaco”.<br />C’è da segnalare a riguardo che lo stesso cristianesimo, così come ebraismo e Islam, inizialmente ha vietato il culto dell’immagine, che invece era un pilastro delle società pagane così come lo era l’importanza data alla giovinezza e alla bellezza. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “4720856845”; google_ad_width = 250; google_ad_height = 250;

Essenzialmente, le religioni organizzate si sono sempre basate sulla condanna degli aspetti, per dirla con Nietzsche, “dionisiaci” dell’esistenza, o per dirla in termini più ampi, di quelli “narcisistici” dell’essere umano, privilegiando quelli legati alla sfera interiore (contemplazioni,preghiere,meditazioni ecc ).

Dioniso


Ora come ora, la società moderna vive quella che è stata definita come “era del narcisismo”, in cui al posto di un Dio personale che corrisponde essenzialmente alla coscienza e al “Sé divino”, si tende ad “adorare” la propria immagine e a privilegiare gli aspetti “materiali” (esteriori) a quelli “spirituali” (interiori).

C’è da dire che tutto ciò ovviamente ha i suoi lati negativi ma anche positivi, contando che la cosiddetta “era narcisistica” è stata raggiunta anche grazie all’emancipazione degli individui dalle strutture di potere tradizionali e alla fine dell’era “nevrotica”, basata sul ritualismo e sulla rinuncia, al contrario proprio di quella “narcisa” attuale.



Detto questo, c’è anche da dire che l’età contemporanea è stata definita spiritualmente “luciferina”, per via del fatto che vige una forte conflittualità contro le forme religiose tradizionali e per la diffusione di quello che è stato considerato come un notevole senso di “onnipotenza spirituale”.



Per quanto riguarda il mito di Lucifero, non si può non segnalare che esso è fortemente complementare a quello di Narciso.

Difatti, il cosiddetto “angelo caduto” era innamorato della propria immagine e bellezza, tanto che decise di ribellarsi a Dio ( da leggersi anche come il proprio Sé ) ma ciò a lungo andare comportò la sua “discesa” nell’inferno (“palude” dell’Ego e dell’inconscio), la sua disperazione e la sua trasformazione nel “Diavolo”, ovvero il “divisore”, l’eterno avversario (“Satana”), o in termini psicologici l’archetipo dell’Ombra e il simbolo della frammentazione dell’Io e di ciò che si oppone all’individuazione.



Lucifero viene punito essenzialmente ( da Dio o dalla propria coscienza a seconda delle interpretazioni ) perché si ostina a venerare la propria immagine e perché lotta per essere per sempre “il portatore di luce” e non casualmente secondo le tradizioni precristiane era da considerarsi la “stella del mattino”, associato a Venere e nel vicino Oriente ad Ishtar, Astarte e Inanna, ovvero le rappresentazioni della “Dea madre”, mentre “Dio” ( da cui deriva “Day”, giorno ) rappresenta la totalità e il suo seguirlo l’integrazione dei diversi aspetti della personalità e il vivere la vita accettando e “sottomettendosi” ai ritmi e alle “tappe naturali” (secondo i religiosi non a caso le leggi naturali e biologiche hanno una precisa origine divina),  a cui Lucifero si ribella perché non può permettersi di invecchiare, essendo appunto la “stella del mattino”.

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