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Il mito della “guerra umanitaria”


Di Salvatore Santoru

Mahatma Gandhi diceva che “non c’è strada che porti alla pace che non sia la pace, l’intelligenza e la verità”.

Difatti il concetto della “guerra umanitaria” tanto di moda negli ultimi anni, non rappresenta altro che un controsenso.

Tramite la martellante propaganda mediatica, ci è stato fatto credere che bombardare interi paesi e commettere crimini contro l’umanità a scopo “umanitario”, sarebbe un mezzo giustificabile e necessario per un presunto “radioso avvenire”.



Questo concetto è il mantra continuamente usato dai propagandisti dell’imperialismo statunitense e della NATO con il beneplacito dell’ONU, per giustificare e mascherare la loro sete di potere e controllo globale.

Interi paesi vengono distrutti dalle bombe ( ovviamente “intelligenti” ), migliaia di individui uccisi sono considerati come meri “effetti collaterali”, con la scusa della “liberazione” si colonizza un paese imponendogli il proprio modello, creduto “universale”.


Inoltre la cosiddetta “liberazione” spesso in realtà non porta nemmeno a veri e propri miglioramenti, ma anzi a nuove situazioni di caos, e i recenti episodi dell’Iraq,della Libia e di tanti altri paesi lo dimostrano.

Ogni guerra e intervento armato viene abilmente mascherato da “missione di pace”, o “intervento umanitario”, visto che parlare apertamente di guerra imperialista e neocolonialismo fà poca tendenza.

Ogni scusa è buona per scatenare una nuova guerra, vuoi per la “democrazia”, per i “diritti umani”, per la “libertà” e così via, anche se poi si sa che di tutte queste cose ai guerrafondai “umanitari” non gliene può fregare di meno, difatti paesi che su questi temi hanno un’enorme deficit ( tipo Arabia Saudita,Bahrein ecc) stranamente risultano alleati dei presunti paladini della “giustizia internazionale”.

Gandhi diceva: “Che differenza fa per i morti, gli orfani e i senzatetto, se la folle distruzione è perpetrata sotto il nome del totalitarismo o sotto il santo nome della libertà e della democrazia?”.

I morti sempre morti sono, o forse se sono vittime della distruzione “democratica” e/o “progressista”, sono di serie B?



Bisogna smascherare le pretese guerrafondaie e imperialiste mascherate da “umanitarismo” e  pretesa di “liberazione”.

Sostanzialmente l’imperialismo USA non ha fatto altro che portare morte e distruzione,neocolonialismo e in fin dei conti l‘Iraq,la Libia, l’America Latina o in parte la stessa Europa durante la seconda guerra mondiale sono state “colonizzate” a suon di bombe.



Spesso si è passati da un regime a un’altro: si pensi all’Iraq, che dalla dittatura di Saddam Hussein ora si trova nel caos, o la stessa Libia e tanti altri paesi nel presente e nel passato.

Sarebbe ora di chiamare le cose con il loro nome e considerare i bombardamenti al napalm sui vietnamiti, quelle al fosforo bianco in Iraq, o i bombardamenti a tappeto su Dresda o sulle stesse Hiroshima e Nagasaki come veri e propri crimini contro l’umanità, senza la solita giustificazione che spesso gli ha accompagnati.



Sarebbe ora che gli USA la smettessero di aggredire su ogni paese che non segua i loro diktat.

Per la costruzione di un mondo migliore sarebbe auspicabile che venga rispettato il principio di autodeterminazione degli individui e dei popoli, e gli strateghi dell’imperialismo NATO/USA dovrebbero imparare a smetterla di voler controllare ogni aspetto del mondo.

Ogni popolo dovrebbe essere lasciato libero di potersi autodeterminare e liberarsi veramente, e possibili situazioni di disagio internazionale (eventuali dittature o cose del genere) potranno essere risolte molto meglio con l’uso della diplomazia piuttosto che con il solito ricorso all’intervento militare, che spesso tende anche a peggiorare la situazione.

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