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La Steganographia e l’abate Giovanni Tritemio



Di Roberto La Paglia

Steganographia” è il titolo di un testo cinquecentesco redatto dall’Abate Tritemio e dedicato ai codici cifrati, forse lo stesso testo che, in una versione data alle fiamme dalla Chiesa, avrebbe contenuto il segreto per comunicare a qualunque distanza senza l’ausilio di lettere o di messaggeri.<

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Tritemio nacque nella Contea di Treviri il 1° Febbraio 1462; nel 1479 la svolta nella sua vita, l’incontro con un non ben identificato Maestro Rosa+Croce del quale non rivelò mai il nome. Durante i suoi studi, per recuperare il tempo perduto, imparò alla perfezione l’ebraico, il latino e il greco, approfondì il pensiero antico e medioevale, documentandosi inoltre sulla storia passata; nel 1483 prese i voti in un monastero benedettino, giurando fedeltà alla Regola; di questo stesso monastero diverrà in seguito Abate, governando una comunità di circa duecento monaci all’età di soli 22 anni.
In breve tempo Spanheim, il monastero retto da Tritemio, divenne famoso in tutta la Germania, così come altrettanto famoso divenne il suo rettore, tanto che personaggi quali Paracelso e Agrippa si recavano da lui per consulti; la sua fama divise la gente tra coloro che lo ritenevano un Santo e coloro che vedevano in lui un Mago.
La sua grande popolarità gli si rivolse ben presto contro; lui, i monaci insofferenti lo deposero dalla carica di Abate e Tritemio rimase in volontaria solitudine nell’Abbazia di San Giacomo per oltre dieci anni, meditando e scrivendo fino al 1516, anno nel quale morì.
La stesura del volume Steganographia è collocabile intorno al 1500, anche se lo stesso venne pubblicato per la prima volta nel 1606 a Francoforte; il testo venne quindi tramandato per mezzo di copie scritte a mano, ed è facile supporre che molti degli errori pervenuti nell’edizione stampata, e in quelle che la seguirono, siano proprio da imputare a cattive trascrizioni manuali.
L’intenzione di Tritemio era quella di insegnare un modo per comunicare celando in un testo, a prima vista normale e quasi insignificante, un secondo messaggio ben più importante e occulto; non tutti però abbracciano questa ipotesi e molti vedono in questo libro un codice completo, ma irrimediabilmente mutilato dalle censure ecclesiastiche, per accedere a conoscenze ultraterrene. Il testo Steganographia si compone di tre libri, i primi due riportano le invocazioni agli spiriti nelle varie ore del giorno, il terzo, invece, è ricco di tabelle numeriche per calcoli astronomici; ciascuna invocazione comincia con il nome dello spirito da invocare seguita da parole apparentemente senza senso, che probabilmente celano il vero testo lasciato da Tritemio.
Forse l’intenzione dell’Abate era effettivamente quella di insegnare e spiegare un sistema di crittografia, forse non lo era affatto, le domande ancora rimangono e le risposte che ci pervengono da entrambe le chiavi di lettura non soddisfano pienamente il mistero che circonda ancora oggi la Steganographia.


FONTE:http://esomisteri.blogspot.it/2010/03/steganographia.html

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