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Il lato oscuro dell’industria farmaceutica

Abbiamo raccolto in quest’articolo parecchio materiale sul mondo di Big Pharma sperando di esporre un quadro chiaro ed esauriente delle voci contro che in questi anni hanno mostrato con grande coraggio il lato oscuro della medicina ufficiale.
Si è venuto a creare ad oggi un conflitto d’interessi spaventoso (e come avrete modo di vedere estremamente pericoloso)che non può essere sottovalutato.
Iniziamo con “Inventori di malattie“,  un documentario del 2006 di Silvestro Montanaro prodotto dai Rai 3 e Alhambra Factory.
Vendere farmaci a gente sana, un business in voga che rende l’industria farmaceutica la più florida del pianeta.
Il viaggio-inchiesta che parte dagli Stati Uniti e traccia un inquietante racconto sulla “colonizzazione farmaceutica” di larghe fette di popolazione del pianeta, attraverso le suggestioni ammiccanti delle campagne pubblicitarie, gli innumerevoli conflitti d’interesse e le tante complicità occulte.

“E’ un lavoro di molti mesi per portare alla luce il fenomeno dell’uso eccessivo di farmaci negli Stati Uniti e in generale nel mondo occidentale”  spiega a Unimondo Nicoletta Dentico (vicepresidente dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale) che con di Luca Cambi e Francesca Nava ha curato il documentario. “In inglese si chiama Disease mongering che si potrebbe tradurre commercializzazione delle malattie.
Un percorso che va dalla creazione a tavolino di un disturbo alla sua consacrazione ufficiale, sino a far diventare un farmaco un blockbuster, ovvero un farmaco con prescrizione di ricetta medica che ha superato i 10 milioni di dollari l’anno di vendite” – sostiene Dentico.
L’industria farmaceutica, costretta dalla Borsa ad aumentare sempre di più i propri profitti, non si può permettere battute d’arresto. “Così – prosegue Dentico – invece di fare innovazione e ricerca investe in marketing e mette a punto una strategia perfetta che coinvolge e condiziona tutti gli attori del processo mediatico e produttivo. Una strategia basata fondamentalmente su innumerevoli conflitti di interessi a partire dalla complicità dei media nel diffondere le nuove malattie, fino ai corsi di formazione permanente da parte dei professori universitari, che spesso risultano essere anche consulenti di società farmaceutiche; dal lavoro sporco degli informatori farmaceutici. alla corruzione stessa e diretta dei medici; dalle associazioni di pazienti finanziate dalle case farmaceutiche al ruolo ambiguo dell’FDA, che su questo processo dovrebbe controllare… e soprattutto l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere una paura, creare un bisogno, proporre un rimedio e fare vendite di farmaci per milioni di dollari (500 milioni di dollari l’anno è la media dell’industria farmaceutica), anche attraverso libri per bambini!”.
Gli effetti collaterali sono un altro tema del documentario. Trial clinici fatti solo parzialmente i cui risultati sono stati nascosti e mai pubblicati, casi di suicidio e di morte per cocktail letali di farmaci, esagerata diffusione nelle scuole di farmaci per curare il disturbo di iperattività dei bambini (ADHD). Queste e altre storie e la testimonianza dell’Avv. Menzies di Los Angeles, in causa da anni con la Glaxo Smith Kline che spiega come solo facendo una causa si costringa l’industria farmaceutica a tirare fuori le carte.
Numerose le interviste del documentario: a medici (Marcia Angell, Silvio Garattini, Steve Woloshin, Lisa Shwartz), giornalisti (Melodie Petersen, Merrill Goozner), oltre che avvocati ed economisti (J. Stiglitz) e due importanti insider (Peter Rost, ex vice direttore marketing della Pfizer e Mike Oldani, ex informatore farmaceutico).
Immagine copertina del libro  selling sickness
Ray Moynihan, autore del libro “Selling sickness” spiega il significato di “Disease Mongering”
Disease mongering: letteralmente «mercificazione della malattia»:
  1. Trasformare le persone in malati o far credere che siano malate o che saranno malate o potrebbero diventarlo, nella mente e nel corpo, per vendere prodotti ed espandere i mercati.
  2. Ampliare i limiti diagnostici per avere più diagnosi di malattia, sempre per far crescere il mercato.
  3. Dipingere problemi lievi come malattie gravi e incoraggiare accertamenti sempre più costosi ed estesi anziché ricorrere alla valutazione clinica e al buon senso.
  4. Corrompere la ricerca medica e influenzare le pubblicazioni allo scopo di aumentare le vendite dei farmaci o il numero degli accertamenti.
  5. Medicalizzare la normale vita delle persone in modo che la gente non si senta mai bene ma sempre a rischio.
“Stiamo vivendo un paradosso pazzesco:Non siamo mai stati più sani, ma ci sentiamo più malati che mai ; sintomi lievi, disagi, essere a basso rischio, invecchiamento, la vita umana, e la morte, sono stati rapidamente medicalizzati”
Immagine della copertina di OVERDIAGNOSED
Due medici, un team di marito e moglie, entrambi professori di medicina presso l’Istituto di Dartmouth per la politica sanitaria e pratica clinica, hanno messo in guardia per anni nelle più importanti riviste mediche che la pubblicità direct-to-consumer dei farmaci da prescrizione hanno creato un eccessivamente medicalizzato e over-drogato cultura.
Sono il Dr. Steven Woloshin e il Dr. Lisa M. Schwartz, co-autori di Overdiagnosed : come rendere le persone malate nella ricerca della salute.
In un’intervista afermano che la gente ha bisogno di conoscere i potenziali rischi e benefici di un farmaco “Quante probabilità ci sono che l’assunzione di questo farmaco mi aiuterà, e di quanto? E quali sono gli effetti collaterali? Quante probabilità ci sono? Sono pericolosi? ”
Un’altro testo importantissimo uscito nel 2007 è quello di Shannon Brownlee “Overtreated: Why too much medicine is making us sicker and poorer”
Immagine copertina del libre OVERTREATED
“Medici prestigiosi con legami finanziari con dozzine di  compagnie farmaceutiche e biotecnologiche, un conflitto d’interessi senza paragoni che grazie al denaro può influenzare il mercato finanziario, le pubblicazioni e le ricerche”
“Non è solo una questione di costi e impatto sull’economia, continua la Brownlee; secondo uno studio autorevole dell’Istituto di medicina “To err is human”, uscito nel 1999, quindi datato è probabilmente sottostimato, sono 98.000 gli statunitensi uccisi per errori medici all’anno.
“Oltre l’80% delle ricerche sono finanziate dalle case farmaceutiche quindi il minimo che si possa aspettare è un’attenta revisione e una discreta diffidenza”
Immagine di dottori ambigui
Lynne MacTaggart è autrice di sei libri sulla consapevolezza, la pratica e le nuove scoperte sulla medicina convenzionale e naturale. Tre sono considerati dei classici della fisica quantistica. Per il nostro articolo è doveroso menzionare: What Doctors Don’t Tell You, frutto di anni di conferenze e seminari in giro per il mondo.
Supportato da più di mille riferimenti scientifici, il libro spiega i pericoli di molti trattamenti medici e farmaci, e come, nel migliore dei casi, offrano poco più di un sollievo a breve termine. Tutto questo a discapito di terapie alternative che invece funzionano a lungo termine ed in modo del tutto naturale.
“E ‘ovvio che la medicina moderna non funziona molto bene.”
“La British Medical Association ha riferito l’anno scorso che solo il 13% dei trattamenti convenzionali realmente funzionano mentre l’American Medical Association ha pubblicato un dato allarmante alcuni anni fa: la terza causa di morte nel mondo è causata da farmaci non correttamente prescritti.

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