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Il fallimento del vecchio nazionalismo e del mondialismo: ripensare una diversa e migliore società globale

Di Salvatore Santoru

Le due guerre mondiali hanno sancito definitivamente la fine dei vecchi sistemi nazionalisti, incentrati sul culto dello Stato/Nazione e fondati su una determinata visione ideologica o religiosa del mondo.

Le vecchie ideologie nazionaliste spesso e volentieri sono state fonte di scontri e conflitti militari e culturali, sfociando spesso e volentieri in imperialismo e in creazione di sistemi politici di stampo autoritario e coercitivo.
Nel secondo dopoguerra, il nazionalismo ha lasciato via via spazio a sistemi politici sempre più sovranazionali fino ad arrivare alla cosiddetta ideologia mondialista, oggi anch’essa in forte crisi.

Il fatto è che il mondialismo, che nella Guerra Fredda ha accomunato sia il turbocapitalismo degli USA che il comunismo bolscevico dell’URSS, non è stato e non è un’ideale basato sulla creazione di un mondo unito nella diversità ma semmai un sistema coercitivo(seppure oggi in maniera spesso soft)basato sull’adozione globale di una determinata visione ideologica del mondo, sia quella basata sull’ipeconsumismo e l’egotismo tipica del sistema statunitense così come in passato è stato cercato di fare con il collettivismo bolscevico.

Oggi, l’ideologia mondialista con la sua pretesa di omogenizzare tutto e tutti a qualunque costo non è più sostenibile e si ha l’urgenza di un graduale ripensamento e cambio di paradigma che porti a una società globale migliore e che sia realmente unita nelle diversità.

Una società fondata sui valori di base universali come la libertà, il rispetto o la solidarietà e dove al contempo se necessario si tutelino in modo armonico le specificità locali, culturali e via dicendo.

Ora come ora, si assiste agli scontri tra ideologie di stampo mondialista come quella dell’imperialismo statunitense e “paradossalmente” dell’opposto stesso islamismo politico(compreso quello del “Califfato globale” dell’ISIS), così come d’altra parte si assiste all’ideologia neoeurasiatista diffusa dalla Russia che in parte si rifà alle vecchie concezioni nazionaliste, ma c’è anche da dire che cresce sempre di più il bisogno di novità, perlomeno tra gli individui.

Sempre più spesso la politica imperialista degli USA e l’apatia strutturale dell’attuale UE vengono rifiutati così come altre forme egemoni di sistemi mondialisti e/o nazionalisti, e sempre più gente sta acquisendo una nuova “coscienza globale” che non si basa sull’adesione a ideologie mondialiste(come l’occidentalismo o il terzomondismo), ma sulla consapevolezza di essere parte integrante di un mondo sempre più interconesso e al contempo sull’armoniosa conciliazione di questo dato di fatto con il rispetto e la valorizzazione delle proprie specificità.

Una società globale e maggiormente libera,equilibrata e consapevole è indubbiamente possibile, una società basata sul primato della libertà dell’individuo e sulla valorizzazione dei gruppi e comunità di appartenenza.

Una società globale che sia prima di tutto veramente unita nei valori ideali,spirituali e etici che la ispirino, con diversità nazionali o meno poco importa, visto che se ci fosse realmente questa unità, le stesse potrebbero essere anche valorizzate in modo positivo

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