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IL CONFLITTO ISRAELO/PALESTINESE NON C’ENTRA (QUASI)NULLA CON L’AVANZATA DELL’ ISLAMISMO RADICALE

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Di Salvatore Santoru

Non succede raramente di sentire e leggere che l’attuale avanzata dell’islamismo radicale o il problema del terrorismo correlato siano legati al conflitto israelo/palestinese.
Solitamente, tali posizioni vengono condivise politicamente dagli apologeti dello “scontro di civiltà” di stampo neocon e da quelli del “terzomondismo” cosiddetto “progressista”.
Da una parte si sente dire che il problema sarebbe l’Islam in quanto tale e l’unica soluzione sarebbe il sostegno acritico a Israele, mentre dall’altra si sostiene che il problema dell’islamismo e del terrorismo correlato è nato per colpa dell’Occidente e il sostegno occidentale(o meglio statunitense)ad Israele è uno dei più grandi motivi per il quale gli islamisti radicali odiano l’Occidente e organizzano attacchi terroristici.

In realtà, la situazione è alquanto diversa il quanto il problema dell’islamismo radicale non ha praticamente quasi nulla a che fare con il conflitto israelo/palestinese, salvo il fatto che effettivamente tale conflitto è servito ad esacerbare ancor più gli animi ed è stato e viene utilizzato dalla propaganda neocon e islamista per questioni di consenso.

Il fatto è che (ovviamente) l’interpretazione radicale dell’islamismo ha origine anteriore rispetto all’inizio del conflitto israelo/palestinese e certamente i gruppi islamisti radicali come l’Isis o Al Qaeda non considerano la questione palestinese come prioritaria, così come non è considerata dall’Arabia Saudita e dagli altri regimi del Golfo, i quali hanno un’indiretta e diretta responsabilità nella diffusione di un certo islamismo radicale e antioccidentale. 
Gli islamisti radicali odiano l’Occidente non (solo) per il conflitto israelo/palestinese, ma semplicemente perché fondato su ideali e valori che reputano del tutto ripugnanti e incompatibili con la loro visione (teo)ideologica della realtà.
Inoltre, non ha nemmeno senso parlare di una presunta “guerra di civiltà” come neocon e islamisti ma anche “terzomondisti” fanno, semplicemente perché non c’è nessuna guerra dell’Islam in quanto tale alla civiltà occidentale così come non c’è nessuna guerra dell’Occidente contro l’Islam, ma fortissimi interessi neocolonialistici di fazioni radicali di gruppi e di potenze islamiste così come anche interessi imperialistici di alcune potenze e poteri forti occidentali.
Il fatto che nel mondo arabo/islamico vi sia una fortissima divisione e i gruppi islamisti radicali sono da sempre in lotta contro altre fazioni islamiste considerate “eretiche”(si pensi all’odio che una larga parte dell’islamismo sunnita prova verso quello sciita, ad esempio quello veicolato dal regime e dal clero iraniano e viceversa), dimostra l’infondatezza della tesi dello “scontro di civiltà” così come presentato dai neocon o della teoria della “crociata contro l’Islam”, quest’ultima teoria molto diffusa dai media e dalla propaganda islamista( e a volte veicolata con qualche modifica da parte “terzomondista”) per garantire consenso alla causa antioccidentale.
Detto questo, è utile ripetere nuovamente che il conflitto israelo/palestinese c’entra ben poco con l’avanzata dell’islamismo radicale e con lo stesso islamismo radicale in sé, ma le cause vanno cercate anche e sopratutto altrove.


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