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Il business dell’obesità

Il business dell'obesità

© Getty Images
Nei prossimi anni la lotta globale all’obesità sarà la manna per i fondi di investimento, e la tendenza della popolazione mondiale ad aumentare di peso sarà tenuta di gran conto nei consigli di amministrazione. Questo èciò che pensa  l’ufficio ricerche di Bank of America Merril Lynch, che nel report di questa settimana ha individuato l’azione di contrasto all’obesità come un campo di investimento privilegiato.
L’introduzione di regolamentazioni volte a porre un freno alla diffusione dell’obesità potrebbero rivelarsi problematiche per alcune società, in particolare per quelle che guadagnano producendo cibi e bevande ad alto contenuto calorico. Per altri però, ad esempio per chi vende medicinali per il dimagrimento, programmi dietetici o alimenti salutari, potrebbero invece rappresentare una svolta.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo ci sono circa 500 milioni di persone obese. Un miliardo e 400 milioni sono quelle sovrappeso. I livelli di obesità sono raddoppiati negli ultimi 30 anni, triplicando nello stesso periodo nelle economie occidentali. Se il trend dovesse venire confermato, nel 2030 negli Stati Uniti ci saranno 65 milioni di obesi. I numeri però crescono a ritmi più sostenuti nei paesi le cui economie sono in via di rapido sviluppo. Oggi in Brasile il 16% della popolazione è obeso, ma gli specialisti considerano che negli anni ’20 il paese di Dilma Rousseff raggiungerà gli Usa nella poco invidiabile classifica.
In pochi mettono in dubbio il fatto che l’obesità rappresenti un crescente problema sociale, i pareri sono più discordanti quando si parla di effetti per i profitti delle società. Per rendersene conto basta dare un’occhiata ad un articolo del Telegraph, che ha interrogato a proposito una serie di analisti.
In ogni caso il consiglio della grande banca di investimento americana si concentra su quattro settori principali. Il primo è quello farmaceutico. A venire indicate come compagnie sulle quali puntare per ottenere profitti non sono solo le aziende che sviluppano pillole per dimagrire, ma anche quelle che lavorano per contrastare malattie e disturbi legati all’obesità, dal diabete all’insufficienza renale passando per il trapianto delle ginocchia fino a quelle che vendono prodotti per una popolazione dalle misure sempre più grandi, come letti di dimensioni maggiorate o ascensori a grande portata.
Il secondo settore da attenzionare è quello delle compagnie del settore alimentare, in particolare quelle che dimostrano di muoversi con più dimestichezza nel campo del mercato del benessere e della salute (un giro d’affari da oltre 660 miliardi di dollari) e che per questo sarebbero al riparo da eventuali tassazioni speciali volte a contrastare l’obesità. La lista stilata da Bank of America include poi la branca di aziende che opera nel settore delle diete (un mercato da 4 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti) e quelle che producono abbigliamento ed equipaggiamento sportivo.
Secondo gli analisti citati dal quotidiano inglese il “consiglio” di Bank of America va preso comunque con le molle. “Si tratta di grandi campi che influenzeranno la società nei prossimi 50 anni. Ma occorre bilanciare l’analisi con visioni di breve periodo, guardando alla situazione attuale” spiega al Telegraph Darius McDermott, managing director del Chelsea Financial Service.

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