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Il 16 giugno «tax day» con Tasi e Imu: la guida. Ecco le aliquote e le detrazioni nei capoluoghi



Di Paolo Baroni

Il conto alla rovescia è partito: entro il 16 giugno oltre venti milioni di famiglie italiane proprietarie di prima casa devono versare al Fisco la prima rata della Tasi, la tassa comunale sui servizi indivisibili, e la prima rata dell’Imu che interessa i proprietari di 70mila abitazioni di lusso ma soprattutto circa 25 milioni di proprietari di immobili diversi dalle abitazioni. In tutto nelle casse dei comuni e dello Stato entreranno circa 12 miliardi di euro: 9,7 di Imu e 2,3 di Tasi. Per evitare pasticci basta eseguire un semplice controllo, e poi procedere al conteggio ed al pagamento con poche operazioni. Come prima cosa occorre verificare sul sito del proprio comune o su quello delle Finanze se per il 2015 sono state modificate le aliquote, se sono cambiate le detrazioni o ne sono state introdotte delle nuove. Quindi si può decidere se fare un primo versamento in base ai valori 2014 e poi conguagliare a dicembre, oppure se effettuarlo con quelli nuovi, soprattutto se più convenienti. LE ALIQUOTE E LE DETRAZIONI DELLE CITTA’ CAPOLUOGO (FONTE: UIL) IL MOTORE DI RICERCA DEL MINISTERO QUANTO SI PAGA Secondo le stime della Uil il costo medio complessivo della Tasi, calcolato sull’insieme dei comuni italiani, è pari a 180 euro, di cui 90 da pagare entro il 16. Conto che sale a 230 euro di media nelle città capoluogo dove si toccano però anche punte di 403 euro. Secondo la Cgia di Mestre l’acconto medio nei capoluoghi sarà di circa 115 euro. LE ALIQUOTE In un terzo dei capoluoghi l’aliquota è al 3,3 per mille, la media è invece pari al 2,65, mentre quella complessiva nazionale si attesta all’1.95 per mille. Rispetto all’anno scorso quest’anno non si verificherà il caos legato ai conteggi, perché il primo versamento va comunque fatto tenendo presenti le aliquote decise nel 2014. E quindi, se non ci sono state variazioni del proprio patrimonio immobiliare in seguito a compravendite, eredità ecc., gli importi non cambiano. LE DELIBERE DEI COMUNI Resta ovviamente aperta la possibilità di pagare di meno qualora il proprio comune avendo già deliberato le aliquote e le detrazione per il 2015 abbia previsto condizioni di miglior favore. Allo stato attuale solamente un migliaio circa di amministrazioni comunali, pari al 15% del totale, ha provveduto ad deliberare nuove aliquote e le detrazioni Tasi per l’anno in corso. In particolare hanno già deliberato le nuove aliquote per il 2015 i seguenti comuni capoluogo: Ancona, Aosta, Arezzo, Asti, Bologna, Brescia, Cagliari, Enna, Firenze, La Spezia, Livorno, Lodi, Lucca, Mantova, Modena, Padova, Pesaro, Pordenone, Potenza, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Sassari, Siena, Sondrio, Treviso, Verona, Vibo Valentia. COME SI CALCOLA LA TASSA SUI SERVIZI La base imponibile è la stessa dell’Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5 per cento e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l’aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Anche per il 2015, la Tasi sulla prima casa prevede un’aliquota base dell’1 per mille. Tuttavia, i Sindaci possono azzerarla o aumentarla fino a un livello massimo del 3,3 per mille. Sugli altri immobili – seconde case, uffici, negozi, botteghe, capannoni, etc. – si pagano sia l’Imu sia la Tasi, con un’aliquota complessiva che al massimo può arrivare all’11,4 per mille. CHI PAGA ANCORA L’IMU Le oltre 70.000 case accatastate nelle categorie di pregio (A1 dimore signorili; A8 ville e A9 castelli), insomma i cosiddetti immobili di lusso, continueranno a pagare l’Imu sulla prima casa, a cui si aggiunge la Tasi. La somma delle aliquote massime Tasi + Imu non può superare il 6 per mille. Questi immobili beneficiano della sola detrazione di 200 euro. Le prime case, come è noto, sono invece normalmente esentate dall’Imu e pagano solo la Tasi. Sulla base di specifiche delibere comunali possono essere esentati da questa imposta le case degli anziani ricoverati in case di cura e quelle date in comodato gratuito a figli o genitori con Isee non superiore a 15mial euro. IMMOBILI IN AFFITTO Anche in questo caso si corrisponderà sia l’Imu sia la Tasi con il limite massimo dell’11,4 per mille. L’Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre la Tasi peserà anche sulle spalle dell’inquilino che dovrà versarne una quota compresa tra il 10 e il 30%, a seconda di quanto disposto nella delibera del rispettivo comune. IMU TERRENI AGRICOLI Entro il 16 giugno occorre pagare anche la prima rata dell’Imu sui terreni agricoli. In base alle modifiche entrate in vigore lo scorso marzo è prevista l’esenzione competa solo per i terreni che si trovano nei comuni classificati come totalmente montani sulla base dell’elenco dei comuni italiani stilato dall’Istat. Per i terreni di collina sono previste esenzioni solo a favore dei proprietari che hanno la qualifica di coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Negli altri casi invece valgono le regole già previste in passato. Chi nel passaggio tra le vecchie e le nuove norme ha perso l’esenzione beneficia invece di un speciale detrazione pari a 200 euro. COME SI PAGANO IMU E TASI Il versamento dell’Imu si effettua come sempre in due rate, che scadono martedì 16 giugno e mercoledì 16 dicembre. Il versamento della prima rata, pari al 50% dell’importo dovuto, va eseguito sulla base delle aliquote e delle detrazioni valide per il 2014. Il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno va eseguita a conguaglio, sulla base delle delibere comunali pubblicate sul sito www.finanze.it alla data del 28 ottobre 2015. A questo scopo il singolo comune deve effettuare l’invio delle delibere entro il 21 ottobre. In caso di mancata pubblicazione entro il 28 ottobre, la legge dispone che vengano applicate le aliquote e le detrazioni valide per il 2014. Nel caso sia già disponibile la delibera valida per il 2015 il contribuente può anche pagare entro il 16 giugno l’imposta in un’unica soluzione. Per la Tasi valgono le stesse regole e le stesse scadenze dell’Imu. google_ad_client = “ca-pub-1420052409712884”; google_ad_slot = “1062144440”; google_ad_width = 200; google_ad_height = 200; IL GIALLO DEI BOLLETTINI PRECOMPILATI La legge di stabilità per il 2014 (legge n. 147 del 2013) allo scopo di assicurare la massima semplificazione degli adempimenti aveva disposto che i vari enti inviassero a domicilio dei contribuenti i bollettini Tasi già precompilati. In realtà poi, l’obbligo è stato trasformato in possibilità, e solo su richiesta dei singoli cittadini. Per cui la norma è rimasta nella sostanza inapplicata. COME SI EFFETTUANO I VERSAMENTI Con due distinti decreti sono stati approvati a suo tempo i bollettini di conto corrente postale per il pagamento dell’Imu (decreto 23 novembre 2012) e della Tasi (decreto 23 maggio 2014), entrambi comprensivi di istruzioni e modelli per i bollettini precompilati. Per effettuare i versamenti di Imu e Tasi, oltre al bollettino postale, si può però anche utilizzare il modello F24 pagando così anche per via telematica attraverso la propria banca. Quest’ultima soluzione, tra l’altro, consente anche di compensare gli importi dovuti con altri crediti d’imposta. IL VERSAMENTO MINIMO In linea di massima Imu e Tasi non sono dovute quando l’importo annuo non supera i 12 euro complessivi. I comuni hanno però la possibilità di fissare soglie differenti per cui è sempre bene verificare cosa è stato previsto dalle singole delibere. Per quanto concerne la Tasi, poi, va considerato che questa imposta riguarda l’immobile nel suo complesso a prescindere dal numero degli inquilini. Quindi, a prescindere dal numero degli occupanti, per verificare il rispetto della soglia minima di versamento occorre considerare l’imposta complessivamente dovuta. <

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FONTE:http://www.lastampa.it/2015/06/09/economia/il-giugno-tax-day-con-tasi-e-imu-la-guida-ecco-le-aliquote-e-le-detrazioni-nei-capoluoghi-I84R7B57GGuIL0RJouG7iO/pagina.html

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