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IKEA: per il fisco è una onlus

Di Olivia B
http://www.agoravox.it/

Un articolo di Gabriella Meloni su Vita.it, portale dedicato all’universo del sociale, svela una verità stupefacente: IKEA, la multinazionale che riempe di mobili dal profilo scandinavo le case di tutto il mondo, generando fatturati a moltissimi zeri, è in realtà un ente non profit. Almeno per il fisco.
Sotto il profilo societario infatti, Ikea si configura come una fondazione senza fini di lucro con sede in Olanda, il cui scopo principale sarebbe quello di “Diffondere l’architettura e il design”. Sarà un caso, ma grazie a questa denominazione e alla creazione di società collegate nelle Antille e in Lussemburgo (avete presente lo scandalo che sta investendo il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker?), versa al fisco (olandese) solo il 3,5% di tasse.
Il design, si sa, non può fare a meno della creatività…
Pensavate che Ikea fosse un’azienda svedese? Errore, in realtà è un’associazione non profit olandese. La “scoperta” (in realtà non nuova, ma comunque ripresa dai giornali di tutto il mondo) l’ha fatta Al Jazeera, ma non si tratta di un titolo di merito: il gigante del mobile low cost ha assunto questa veste per evadere, o quantomeno aggirare, il fisco.
Veniamo ai fatti, che per la verità sono abbastanza intricati. Che Ikea non sia un’azienda quotata in Borsa, e quindi non abbia l’obbligo di pubblicare i bilanci, è cosa nota. Ora però emergono i dettagli: lungi dall’essere una corporate svedese, Ikea è invece una charity con sede in Olanda, controllata dall’azienda olandese Ingka Holding, a sua volta posseduta da una fondazione non profit, la Stichting Ingka Foundation, creata nel lontano 1982 dal fondatore del mobilificio Ingvar Kamprad con la nobile motivazione di “diffondere il progresso dell’architettura e dell’interior design”. La fondazione è una delle più grandi non profit al mondo, con un patrimonio che supera i 35 miliardi di dollari. C’entreranno qualcosa i profitti dei 300 store Ikea sparsi in 38 paesi del mondo? Essendo una charity, Ikea versa al fisco quanto previsto dalla legge olandese per le associazioni senza fine di lucro: un misero 3,5% dell’imponibile. Inoltre finanzia con qualche milione l’anno alcune università svedesi, tanto per non perdere la faccia. Ma pare sia tutto, a livello di beneficienza. Il vero scopo della fondazione è creare una “riserva di capitali” per Ikea group, in caso di “aumentata necessità”. 

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