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pensieri negativi psicologia

I pensieri negativi che oscurano la mente



Di Claudio Bonipozzi

I “brutti pensieri” quando appaiono sulla scena inaspettatamente, oltre all’interminabile tormento mentale, sono terribili e creano davvero sgomento. E’ un’esperienza fastidiosa che occupa tutto lo spazio mentale: più i “cattivi pensieri”sono brutti, distruttivi, cupi, sporchi, tanto più si sente la necessità di occuparsene perché trasformano la vita in un vero calvario. Gli indesiderabili della mente sono sempre lì, pronti ad offuscare, dominare e travolgere l’esistenza. <

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Ogni individuo, volente o nolente, chi più chi meno, ha la sua dose quotidiana di pensieri “cattivi” relativi a gelosia, invidia, rancori segreti, insicurezza cronica, paura che possa capitare qualcosa di grave, senso di fallimento e di incapacità, desideri di trasgressioni o perversioni, tradimento, impulsi aggressivi e soldi. Quelli più frequenti e pervasivi, sono capaci di rovinare completamente l’umore, la giornata e i vari progetti personali. All’improvviso si desidera compiere atti per i quali solitamente manca la forza d’animo o il coraggio (sociali, giuridici, sessuali).  Sono fantasie che difficilmente si rendono note alle persone che stanno accanto (appaiono però sul viso). Sono “veleni” di cui ci si vergogna e si ha paura, semplicemente perché viene smantellata di colpo quell’immagine, quella facciata, quella considerazione lusinghiera di se stessi che si cerca di “propinare” costantemente agli altri. Li produce la mente, il soggetto stesso: sono quei pensieri terribili in cui ci si sorprende diversi da quello che si pensava. Spesso è un fenomeno che paralizza e non risparmia nessuno, ed è più facile che emerga per rabbia, frustrazione, aggressività repressa, ingiustizia subita. I pensieri neri fanno la loro comparsa nei momenti di debolezza psicofisica, nei periodi di crisi, quando si devono affrontare cambiamenti improvvisi e, soprattutto, durante le inevitabili tragedie personali. I pensieri indicibili ed impensabili possono riguardare il soggetto o la sua moralità che, a dire il vero, non sono “cattivi” nella sostanza  ma è il giudizio di valore della persona stessa a renderli ignobili. Il soggetto, quindi, vive costantemente in attesa delle conseguenze, considerate inevitabili, secondo quella costruzione mentale momentanea che, nel tempo, ha assunto un aspetto realistico. Il terrore di poter realizzare “certe cose” crea angoscia, ansia, paure incontrollate e, soprattutto, giudizi autolesionisti che rendono il palcoscenico della vita ancor più deprimente. Non si tratta comunque di anatemi autentici, tanto meno di premonizioni, ma la loro comparsa in scena disturba e crea non pochi problemi perché ci si etichetta come potenziale mostro: cresce la convinzione che tutto abbia un fondamento di realtà e che possano d’incanto avverarsi le cose temute. Da qui a considerarsi completamente sbagliato il passo è veramente breve: il soggetto si sente in colpa, incompleto e pieno di debolezze. L’esperienza, poi, diventa veramente problematica quando si affacciano pensieri che non si è in grado di controllare e, soprattutto, percepiti in modo non conforme ai propri principi morali. I pensieri consueti, quelli che passano nella mente, non sono altro che costrutti momentanei, determinati da condizionamenti o suggestioni episodiche. Molti individui sono convinti che se i pensieri cattivi non sono tradotti in azioni, non sono nocivi. Questo, però, è molto lontano dall’essere vero. I processi mentali, essendo sempre carichi di energia causano, inevitabilmente, vere e proprie alterazioni a livello fisiologico. I pensieri, infatti, che non si vogliono formulare, repressi, rifiutati e, soprattutto, temuti si esprimono, a seconda del loro contenuto, in un altro modo: possono diventare, alterando le cellule nervose, malattie. In realtà, per farsi sentire usano diversi organi: l’intestino, attraverso la colite, elimina la rabbia, un groviglio di pensieri esplode in cefalea, la schiena, contraendo i muscoli dorsali e lombari, si blocca  per contrastare eventualmente l’azione ipotizzata dai vari pensieri. Non bisogna mai dimenticare che il pensiero, oltre ad essere di supporto all’azione, è la sostanza stessa dell’attività psichica, la principale forma di attività intellettuale; possiede un significato per il soggetto impegnato nell’esistenza. I pensieri si formano a seguito di un continuo scambio di informazioni chimico – elettriche fra cellule nervose, in relazione sempre agli stimoli esterni ed interni. Tutto ciò che è vissuto, sentito, compreso forma il pensiero: immaginazione, sentimento, conoscenza, giudizio, intenzione, tutto quello che si tiene di più. Qualunque sia il suo livello, il pensiero rappresenta un successo o un fallimento nella comunicazione. Cosa fare. Quando si è completamente stravolti dall’ondata di pensieri e dalle fantasie considerate inaccettabili, il mondo emozionale prende il sopravvento. Lo scopo principale dell’intervento è proprio quello di far “volare” altrove i pensieri automatici: ridurli e renderli meno dannosi per l’unità psicosomatica. Le metodiche terapeutiche attivate puntano l’attenzione a ristrutturare il processo mentale (scardinare quel loop) e insegnano a gestire la paura scatenata da sintomi specifici. L’addestramento al rilassamento, in ogni caso, è fondamentale per controllare lo stato fisico e mentale. Con la pratica e la continuità è possibile padroneggiare in maniera più sana la paura e i pensieri negativi. In realtà, il trattamento purtroppo, non sempre facile da realizzare, sarà rivolto a mettere a fuoco tutti i pensieri devastanti in modo tale da gestirli e, quindi, restare lucidi, trasformando l’energia “mostruosa” in un qualcosa di più costruttivo (i vampiri della mente sottraggono sempre energia!). L’efficacia, comunque, dell’intervento dipende sempre dall’attenzione e dalla “convinzione”con cui si mettono in atto le varie strategie terapeutiche proposte.

TITOLO ORIGINALE:”Ansia.I nemici che oscurano la mente”

FONTE:http://ilfarodelcamminointeriore.blogspot.it/2013/04/ansia-i-nemici-che-oscurano-la-mente.html

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